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Cresce il mercato dei semiconduttori, restano le difficoltà

Scritto da Roberto Carminati

Chip
Dopo l’incremento in parte inaspettato verificatosi durante tutto il corso del 2003, il panorama vede di fronte a sé un periodo roseo oltre ogni previsione. Con la (consueta) avvertenza: le vacche grasse non resteranno a lungo
Il mercato globale dei semiconduttori sembra essersi lasciato alle spalle le criticità che ne avevano caratterizzato, per esempio, il pessimo 2001. Allora, l’erosione degli introiti fu addirittura pari, secondo alcuni, a 32 punti percentuali. Oggi, dopo un 2003 in cui lo scenario complessivo è riuscito a guadagnare il 18,3%, gli analisti si trovano a dover ritoccare verso l’alto le proprie precedenti previsioni per l’anno in corso.
Si pensava cioè che le vendite di chip e dintorni non avrebbero potuto crescere più dello 0,2%, mentre adesso la sensazione è che possano riuscire a sfiorare la soglia del +30% (29%, per la precisione).
Tradotto in danaro, questo equivarrebbe a un giro d’affari mondiale da ben 214 miliardi e 700 milioni di dollari, non troppo distante da quello realizzato nell’età dell’oro di inizio millennio.

Tutto questo non basta a diffondere un generalizzato ottimismo per il lungo periodo. Secondo uno dei responsabili di una ricerca a tema condotta da Instat/Mdr, Mark Kirstein, il settore non potrà proseguire a lungo su questa linea ascendente, perché è attualmente impossibile scorgere all’orizzonte alcuna tecnologia paragonabile, per l’impatto, alle killer-app di fine anni ‘90 e inizio 2000. Né Pc di nuova generazione né, soprattutto, cellulari in grado di realizzare numeri da boom nonostante il 3G. Vi è inoltre da aspettarsi una strenua competizione nel segmento, che condurrà alla inevitabile diminuzione dei prezzi, dunque a guadagni più risicati. Infine, dopo le travolgenti impennate del biennio 2003-2004, tornerà a stendersi la proverbiale calma piatta.

Lo preannunciava già alla fine dello scorso anno World semiconductor trade statistics, l’organizzazione no profit cui fa capo il 90% dell’industria. Oltre a ritenere che la ripresa del mercato di qui al prossimo 31 dicembre sarà molto più contenuta (+19,4%), l’associazione pensa che il 2005 porterà con se una discesa sino al 12,6% e che nel 2006 il miglioramento sarà calcolabile solo nell’ordine di 0,7 punti percentuali. In media, sino al 2006 il mercato dovrebbe godere di un tasso di incremento dell‘11% (in moneta: 215 miliardi di dollari) e a partire dal 2005 il calo delle vendite dovrebbe rivelarsi generalizzato.

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