Cresce il mercato dei semiconduttori, restano le difficoltà
Dopo l’incremento in parte inaspettato verificatosi durante tutto il corso del 2003, il panorama vede di fronte a sé un periodo roseo oltre ogni previsione. Con la (consueta) avvertenza: le vacche grasse non resteranno a lungoIl mercato globale dei semiconduttori sembra essersi lasciato alle spalle le criticità che ne avevano caratterizzato, per esempio, il pessimo 2001. Allora, l’erosione degli introiti fu addirittura pari, secondo alcuni, a 32 punti percentuali. Oggi, dopo un 2003 in cui lo scenario complessivo è riuscito a guadagnare il 18,3%, gli analisti si trovano a dover ritoccare verso l’alto le proprie precedenti previsioni per l’anno in corso.
Si pensava cioè che le vendite di chip e dintorni non avrebbero potuto crescere più dello 0,2%, mentre adesso la sensazione è che possano riuscire a sfiorare la soglia del +30% (29%, per la precisione).
Tradotto in danaro, questo equivarrebbe a un giro d’affari mondiale da ben 214 miliardi e 700 milioni di dollari, non troppo distante da quello realizzato nell’età dell’oro di inizio millennio.
Tutto questo non basta a diffondere un generalizzato ottimismo per il lungo periodo. Secondo uno dei responsabili di una ricerca a tema condotta da Instat/Mdr, Mark Kirstein, il settore non potrà proseguire a lungo su questa linea ascendente, perché è attualmente impossibile scorgere all’orizzonte alcuna tecnologia paragonabile, per l’impatto, alle killer-app di fine anni ‘90 e inizio 2000. Né Pc di nuova generazione né, soprattutto, cellulari in grado di realizzare numeri da boom nonostante il 3G. Vi è inoltre da aspettarsi una strenua competizione nel segmento, che condurrà alla inevitabile diminuzione dei prezzi, dunque a guadagni più risicati. Infine, dopo le travolgenti impennate del biennio 2003-2004, tornerà a stendersi la proverbiale calma piatta.
Lo preannunciava già alla fine dello scorso anno World semiconductor trade statistics, l’organizzazione no profit cui fa capo il 90% dell’industria. Oltre a ritenere che la ripresa del mercato di qui al prossimo 31 dicembre sarà molto più contenuta (+19,4%), l’associazione pensa che il 2005 porterà con se una discesa sino al 12,6% e che nel 2006 il miglioramento sarà calcolabile solo nell’ordine di 0,7 punti percentuali. In media, sino al 2006 il mercato dovrebbe godere di un tasso di incremento dell‘11% (in moneta: 215 miliardi di dollari) e a partire dal 2005 il calo delle vendite dovrebbe rivelarsi generalizzato.




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