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Il Wi-fi nel mondo

Scritto da Gianni Rusconi

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Cosa succede negli Stati Uniti e in Asia all’offerta e agli utenti delle wireless Lan. L’importanza delle decisioni di Pechino. L’accordo di “roaming” fra Giappone e Singapore
Come procedono gli sviluppi sul fronte wireless negli Stati Uniti e nei principali paesi asiatici? Le cronache più recenti parlano di accordi internazionali per facilitare la creazione di “piattaforme” comuni sulle quali far viaggiare il traffico dati basato su protocollo 802.11x.

Il punto sul Wi-fi
» In Italia: crescita a ostacoli
» Hot spot nel mondo
» Wi-fi contro cellulare?
La notizia di questi giorni riguarda in modo particolare Intel, che ha confermato come non verranno bloccate le consegne di microprocessori per computer “Wi-fi enabled” in Cina grazie all’inversione di rotta decisa dal governo di Pechino, che ha “sospeso” a tempo indeterminato il provvedimento definito tempo fa per introdurre (dal 1 giugno) uno standard proprietario per i collegamenti al Web in modalità wireless.

WIreless in casa I vertici cinesi, infatti, hanno rimosso l’obbligo nei confronti dei produttori non cinesi di microchip di lavorare esclusivamente con imprese locali per lo sviluppo di apparati compatibili Wi-fi secondo le specifiche dello standard Wapi. Totale apertura, quindi, verso gli standard internazionali, “ringraziando” la forte pressione esercitata dalla stessa Intel e da altri big del settore networking come Broadcom presso le autorità di Pechino e i produttori di personal computer, più che mai interessati a non rinunciare alle grandi opportunità di sviluppo del mercato cinese.

Voglio il Wi-fi
» Frenesia da hotspot
Giappone e Singapore collegati senza fili
DoCoMo da una parte e SingTel Mobile dall’altra, nel mezzo un “ponte” virtuale concepito attraverso un roaming fra rispettive reti Wi-fi. Il primo esperimento fra due operatori di Paesi diverse in ambito wireless è solo l’inizio di una serie di progetti che potrebbero collegare utenti a distanza e offrire loro la possibilità di navigare con i propri computer in rete come se fossero collegati al medesimo network, ricalcando quanto avviene oggi con i servizi voce in roaming fra diversi operatori di telefonia mobile. Se la sperimentazione, in corso d’opera da aprile a giugno, darà risultati positivi i due operatori estenderanno il servizio su scala commerciale già entro la fine di quest’anno in Giappone e a Singapore, aree dove gli hot spot Wi-fi sono ormai molto numerosi.

Computer portatili e tascabili Negli Usa si mangia wireless
Tornando alle novità senza fili in terra americana, la chicca più interessante arriva proprio da Mc Donalds’s, che ha definito un accordo con Wayport per installare hot spot Wi-Fi in tutti i principali fastfood della catena. Dopo il successo della sperimentazione nei locali di San Francisco, New York) e Chicago, la società ha dichiarato di voler offrire connettività wireless in oltre 6.000 punti vendita entro la metà del 2005, gettando le basi per coprire gli altri 13mila ristoranti McDonald’s statunitensi ed alcuni dei circa 30mila sparsi nel mondo. Per accedere ai servizi del pacchetto fornito da Wayport (navigazione Web + accesso alle versioni on line dei quotidiani USA Today e New York Times e di BusinessWeek) basterà acquistare un abbonamento a ore, pagabile con carte di credito, dal costo di 3 dollari per due ore di connessione.

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