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Wi-Fi in Italia: crescita a ostacoli

Scritto da Gianni Rusconi

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Una ricerca fotografa la diffusione di hot spot, i servizi e gli utenti. Hotel, centri congressi e aeroporti i luoghi più usati dal popolo delle reti locali senza fili
Gli hot spot in Italia sono in forte crescita ma per parlare di definitivo decollo del Wi-Fi bisognerà aspettare ancora qualche tempo. Lo dicono i dati raccolti dall’Osservatorio permanente della School of Management del Politecnico di Milano, che hanno fotografato l’attuale dimensione del fenomeno così come segue: 23 principali fornitori di connettività in ambito pubblico (da Airware a Vodafone in rigoroso ordine alfabetico), 800 hot spot attivi (contro i 450 del settembre 2003), 16.000 utenti unici registrati nel primo trimestre 2004, oltre 400 accessi al giorno in media nel mese di marzo.
Il punto sul Wi-fi
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WIreless in casa E ancora: circa il 50% dei punti di accesso wireless attivi in Italia sono collocati fra hotel e centri congressi, il 12% in pubblici esercizi (bar, ristoranti e via dicendo), il resto distribuiti fra aeroporti (che raccolgono una buona fetta del traffico complessivo), stazioni, porti e università.

Voglio il Wi-fi
» Frenesia da hot spot
Cosa dice l’Osservatorio
A meno di un anno dalla sua nascita “ufficiale”, sancita dal Decreto Gasparri del maggio 2003, lo stato di salute del “Wi-fi pubblico” è comunque di fatto ancora transitorio e riflette, a detta dell’Ossevatorio, un avvio delle attività da parte degli operatori a velocità differenziate.

Computer portatili e tascabili Lo scenario descritto è infatti assai frastagliato e presenta fianco a fianco carrier delle Tlc e Internet provider inclini a rivedere investimenti e aspettative ed altri più reattivi, rispetto al recente passato, verso le possibili opportunità di business legate ai servizi dati in chiave Wi-fi. Oggi, in termini concreti, il 75% degli hot spot e il 90% delle connessioni è gestito da tre soli operatori, con gli incumbent di turno a recitare la parte del leone sfruttando le proprie risorse di rete a larga banda fissa o mobile (Telecom Italia in testa, anche grazie al recente accordo con Asus per l’offerta di accessi gratuiti da tutte le Wi-fi Area dell’operatore e fino al raggiungimento della soglia di 300Mb di traffico Internet, per chi acquisterà un notebook del produttore entro il 30 giugno 2004). Gli operatori minori, invece, sono “costretti” a sperimentare modelli di offerta innovativi per trovare spazi in un mercato che si annuncia, viste le premesse, “per pochi”. Anche per la “concorrenza”, per il momento contenuta, che i servizi di connessione su rete Gprs e Umts faranno al di là delle promesse di facciata al Wi-fi pubblico.

Regole da “migliorare”
Come immaginare la dinamica evolutiva del Wi-fi nel breve periodo? Stando ai responsabili dell’Osservatorio siamo di fronte a un settore che, seppur ancora allo stadio embrionale, in particolar modo a livello di servizio pubblico, sta registrando tassi di crescita molto elevati pur in presenza di rilevanti differenze a seconda dello specifico ambito considerato. In linea generale si stanno comunque creando anche in Italia le condizioni per lo sviluppo di un “ecosistema” Wi-fi che avrà impatti significativi nei prossimi anni sulle aziende, gli organismi pubblici e gli utenti finali.

Lecite aspettative che devono però trovare supporto in un quadro regolatorio che oggi si dimostra essere ancora carente in alcune su parti. Le osservazioni fornite dagli esperti del Politecnico ricordano infatti la necessità di regole ad hoc per supportare la creazione di hot spot in aree non servite da infrastrutture preesistenti ma anche i limiti “tecnici” che impongono di fatto l’utilizzo di un hot spot pubblico da parte di un solo operatore, pena il degrado del servizio in condizioni di banda disponibile a 2,4 GHz. Per questo è auspicabile un intervento dell’Antitrust per evitare concentrazioni di offerta fra gli incumbent (servizi broadband in bundling con accessi Wi-Fi, imporre l’obbligo di roaming fra gli operatori in condizioni di reciprocità e quindi porre le basi per un interesse sensibile verso le reti Radio-Lan.

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