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Il campionato di Internet si fa emozionante

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Un’inchiesta firmata da Big Blue e dal prestigioso The Economist analizza il rapporto fra i cittadini e la Grande Rete in 64 nazioni del mondo. Con il suo 23esimo posto l’Italia non fa certo la parte del leone. Mentre gli avanzatissimi Usa…
Sono tutte occupate da nazioni europee le prime quattro posizioni della classifica realizzata da Ibm e dal settimanale inglese The Economist sulla qualità dei rapporti che intercorrono tra i cittadini e Internet.
Utilizzando per l’analisi un centinaio di parametri quantitativi e qualitativi (il numero e i tempi medi di durata dei collegamenti Internet, i prezzi per l’accesso ai servizi praticati dagli Isp) miscelati con lo sfondo del contesto culturale e giuridico, è emersa su tutti la Danimarca, risultata di gran lunga la più brillante in quanto a capacità di sfruttare i vantaggi offerti dalla Rete.
Il paese nordico ha detronizzato la vicina Svezia - prima lo scorso anno - che si è poi dovuta accontentare del terzo gradino del podio. Nei commenti a margine, risulta che la patria di Amleto sia riuscita a scalzare la Svezia grazie soprattutto al suo nuovo portale governativo, particolarmente ben fatto, efficiente e campione di usabilità.

Tra le due si è inserita la Gran Bretagna, unica presenza non-scandinava nei primi cinque posti della classifica. Quarta è infatti la Norvegia, quinta la Finlandia.
La lettura delle posizioni di testa rivela anche la clamorosa uscita degli Stati Uniti dal quintetto di vertice. L’anno scorso si erano piazzati terzi e quest’anno sono costretti ad accontentarsi della sesta posizione. A penalizzare gli States pare sia stato soprattutto il rapporto sfavorevole tra il numero degli abitanti e la quantità di connessioni Internet di tipo broadband installate. Sebbene questo dato sia comunque tra i più alti al mondo è risultato notevolmente inferiore a quello reginette europee.

Preceduta da Israele e seguita del Portogallo, l’Italia, in cui l’uso della Rete è in crescita, è risultata quest’anno ventitreesima perdendo due posizioni rispetto alla classifica del 2003.
Tornando alla top ten list, dietro agli Stati Uniti stazionano Singapore - che scala ben sei posizioni rispetto al 2003 - i Paesi Bassi che l’anno scorso avevano chiuso terzi a pari merito con gli Usa, Hong Kong e la Svizzera.
Tra le nazioni che si sono dimostrati più al di sotto delle aspettative ci sono il Canada, che ha meritato una deludente undicesima posizione, l’Australia alle sue spalle, l’ipertecnologico Giappone finito addirittura al 25esimo posto e la Russia, 55esima su 64 nazioni in classifica.
Fanalini di coda Azerbaijan e Kazakhstan.

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