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Una Rete che raddoppia alla massima rapidità

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Una gara di velocità permette di stabilire il nuovo record mondiale di trasmissione dei dati. L’esperimento, guidato dal Caltech di Pasadena e dal Cern di Ginevra, si è mosso nell’ambito delle sperimentazioni sul supernetwork Internet2
Le tecnologie per la navigazione ultraveloce fanno un nuovo passo avanti. Più che di un passo, si tratta anzi di un balzo capace di segnare un record senza precedenti nel campo della trasmissione dei dati digitali. A realizzarlo sono stati due team di ricercatori dislocati rispettivamente al California institute of technology di Pasadena e al Cern di Ginevra.
Utilizzando il Network Abilene, vale a dire la dorsale dell’infrastruttura Internet2 e la versione attuale del protocollo Internet (Ipv4), gli scienziati sono riusciti a far transitare i dati lungo gli 11 mila chilometri che separano i due centri tecnologici a una velocità media di 6,25 gigabit al secondo, cioè circa 10 mila volte più rapidamente di quanto sia possibile fare utilizzando una normale connessione broadband di tipo residenziale.

Il primato è stato raggiunto nell’ambito di una sorta di competizione (denominata “Land speed record”) organizzata dai membri di Internet2, il gruppo che comprende oltre 200 università che lavorano con l’industria tecnologica e con i governi allo sviluppo della prossima generazione del Net.
L’accoppiata Caltech-Cern non è peraltro nuova a traguardi di questo genere. In precedenza, durante un esperimento teso a verificare le funzionalità del protocollo Ipv6 (la nuova versione dell’attuale protocollo Internet) era stata toccata la soglia dei 4 gigabit al secondo.
Al di là del dato prestazionale in sé, il valore di transfer rate raggiunto conferma come l’evoluzione del supernetwork Internet2 stia procedendo spedita e con un’impostazione corretta.

Il progetto nasce nel 1996 con l’idea di far confluire lo stato dell’arte del networking più avanzato nella costruzione di un’arteria parallela alla Rete tradizionale sulla quale poter sperimentare le trasmissione a elevatissima velocità tra università, centri di ricerca, istituzioni e anche un certo numero di realtà industriali. Da allora, i partecipanti finanziano le ricerche con parte dei loro budget, raggiungendo annualmente una quota di fondi vicina agli 80 milioni di dollari. Fino a questo momento, le applicazioni più frequenti hanno riguardato la fisica (per esempio, gli studi più avanzati sulla materia o nel campo energetico) e l’astrofisica, la medicina, la climatologia e le disciplina bioinformatiche. Tuttavia, la comunità che fa da perno allo sviluppo di Internet2 non ha mai nascosto di voler proiettare i frutti delle ricerche anche sul Web di tutti i giorni. Archiviato il record, gli scienziati coinvolti si sono messi immediatamente al lavoro per la prossima tappa. E per l’ambizioso obiettivo finale: arrivare, entro i prossimi 10 anni, a toccare la velocità del terabit (un trilione di bit) al secondo.

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