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Tutti i segreti di Sasser

Scritto da Guido Sintoni

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Le caratteristiche del worm che terrorizza la rete. I retroscena, i pericoli reali e i rimedi possibili e, forse, anche una beffa
Pochi codici maligni (chiamati impropriamente virus dai più) hanno avuto gli onori della ribalta su mezzi di comunicazione non specialistici, e Sasser è uno tra questi.
Il nuovo worm ha tenuto compagnia degli italiani in più di un telegiornale, guadagnandosi anche le prime pagine dei quotidiani nazionali: è quindi lui il nuovo spauracchio, come lo sono stati Slammer poco più di un anno fa e Blaster lo scorso agosto?

Terrore dalla rete
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Probabilmente sì, ma - per spiegarne la comparsa - è bene compiere qualche passo indietro.
In aprile, Microsoft ha rilasciato, come di consueto, alcune patch per ovviare a vulnerabilità emerse sui propri prodotti. Tra esse, due hanno subito fatto drizzare le antenne a chi si interessa di sicurezza: la MS04-011 e la MS04-012.
Se la seconda è una vulnerabilità che - pur della stessa famiglia di quella che ha dato il “la” alla nascita di Blaster (tecnicamente, è un bug in un componente Dcom-Rpc) - non ha finora prodotto gravi danni, la prima - a ben vedere - è una raccolta di correzioni per quattordici vulnerabilità differenti.
Quattordici, appunto: pur se raggruppate in un solo file da scaricare, i bug abbracciati dalla patch MS04-011 sono molteplici. E non c’è da stupirsi che - trattandosi per buona parte di problematiche legate ai componenti di rete - qualcuno ne abbia approfittato.

Virus all’attacco
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Dapprima, ha fatto la propria comparsa un exploit (ovvero un’applicazione maligna, concepita per sfruttare gli effetti di una vulnerabilità nota) chiamato “Ssl Bomb”, contro un componente chiamato Protected Communications Transport (parte dell’implementazione Ssl di Microsoft, ovvero del protocollo che permette transazioni sicure sul Web: è usato, ad esempio, per acquisti con carta di credito sul Web). Ssl Bomb ha intensificato il traffico di rete, ma non ha creato particolari disservizi.

Tuttavia, dopo quello per Ssl, è iniziato a circolare un altro exploit relativo al componente Lsass (Local Security Authority Subsystem Service: si tratta di una interfaccia amministrativa per la sicurezza locale, l’autenticazione per lo specifico dominio e i processi relativi ad Active Directory).
Il componente Lsass si interfaccia con servizi (le Active Directory) specifici per l’azienda, e non per l’utente privato, ma che risultano abilitati lo stesso nelle versioni 2000 e Xp di Windows: una minaccia nei loro confronti equivale dunque a una minaccia verso i privati.
Un errore della libreria lsasrv.dll (relativa ad Active Directory: tecnicamente si parla di sovrascrittura di segmenti di memoria) di Lsass è sfruttato per esecuzione arbitraria di codice remoto; uno dei suoi exploit ha dato origine a una nuova variante del worm Gaobot, potenzialmente molto dannoso ma nella realtà poco diffuso.

Tutto finito, quindi? No: l’amara sorpresa è nel finale. E il finale ha le sembianze del già citato (e ormai noto) Sasser.
Quest’ultimo, in versione originale e con le sue mutazioni B, C e D (quelle note al momento in cui scriviamo) si diffonde compiendo scansioni di indirizzi Ip vulnerabili, puntando alle porte Tcp/445 (utilizzata da sistemi Windows 2000, Xp e 2003 per comunicazioni Server Message Block over Tcp, molto usate per condivisione di file), 5554 (su cui installa un server Ftp necessario per la propagazione su host infettati) e 9996.

Generalizzando, gli effetti di Sasser sono quelli di aumentare il carico della Cpu (a causa dei suoi tentativi di propagazione, molto aggressivi) e di portare al riavvio della macchina mediante il crash del componente Lsass.
Se all’inizio Sasser è stato in parte sottovalutato (società di ricerca autorevoli quali eEye ne avevano svilito il potenziale), nei giorni immediatamente successivi molte aziende che commercializzano strumenti per la sicurezza hanno fatto dietro-front: Symantec ha assegnatoa Sasser.B il quarto gradino della propria scala di pericolosità, Trend Micro indica “high risk” e si è arrivati a parlare di 300 milioni di Pc a rischio.
Il rimedio, per gli utenti Windows (2000, Xp e 2003 Server se Lsass è abilitato: 98/Me sono immuni) passa per l’aggiornamento dei propri antivirus e l’applicazione della patch MS04-011. Sperando tuttavia che quest’ultima funzioni: l’azienda di Redmond ha infatti reso noto che - in particolari circostanze - quest’ultima potrebbe portare al blocco o al malfunzionamento del sistema. Come dire, oltre al danno, la beffa.

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