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Gamma dinamica ridotta

Scritto da Les Freed

Le macchine fotografiche digitali hanno fatto passi da gigante negli ultimi anni per quanto riguarda la qualità d’immagine e la facilità d’uso, ma non sono ancora riuscite a eguagliare le macchine fotografiche a pellicola in alcuni settori. La pellicola a colori offre tuttora una gamma dinamica (termine che indica il numero di passi misurabili tra l’elemento più scuro in un’immagine e quello più chiaro) superiore alla maggior parte delle immagini digitali. Le macchine fotografiche con una gamma dinamica ridotta fanno fatica a riprodurre piccoli dettagli nelle aree scure di un’immagine.

La tradizionale pellicola vanta ancora oggi una migliore gamma dinamica rispetto alla soluzione digitale. La risposta di Fujifilm a questo problema è il sensore SuperCcd SR, presente nella Fujifilm FinePix F700.

Fujifilm, il secondo produttore di pellicola nel mondo, ha sviluppato pellicole che utilizzano una miscela di cristalli d’argento alogenati ad alta e bassa sensibilità. I cristalli a bassa sensibilità forniscono la maggior parte del dettaglio dell’immagine, mentre i cristalli ad alta sensibilità aggiungono dettaglio addizionale nelle aree scure. Insieme, i due tipi di cristallo procurano un aumento della gamma dinamica e un migliore dettaglio nelle ombre rispetto a pellicole consumer più economiche con cristalli di dimensione uniforme. Per parecchi anni le macchine fotografiche Fujifilm per il segmento prosumer sono state commercializzate con i sensori d’immagine SuperCcd, tecnologia sviluppata e prodotta dalla stessa Fuji. A differenza dei sensori d’immagine Ccd convenzionali, che adoperano una matrice di pixel quadrati, il SuperCcd utilizza una matrice a nido d’ape di pixel ottagonali. Secondo Fujifilm questo innovativo posizionamento dei pixel massimizza la dimensione di ciascun pixel, aumentando quindi la sensibilità e riducendo il rumore di fondo.

Il nuovo sensore Fujifilm SuperCcd SR si ispira allo stesso concetto della pellicola negativa a colori prodotta dalla casa nipponica. Il sensore mantiene il concetto di pixel a nido d’ape, ma ciascun pixel consiste di due fotodiodi separati chiamati rispettivamente S-pixel e R-pixel. I primi, di dimensioni superiori, sono dotati di una sensibilità alla luce più elevata rispetto ai secondi, di dimensioni inferiori.

Il SuperCcd SR unisce quindi le immagini dai due fotodiodi per produrre un’immagine unica con una gamma dinamica più elevata rispetto a quelle generate dai sensori dotati di un singolo tipo di pixel. Fin ora Fujifilm offre un’unica macchina fotografica con il sensore SuperCcd SR, la costosa FinePix F700 di dimensione tascabile. Bisognerà aspettare qualche mese per vedere se Fujifilm riuscirà a portare i prezzi dei SuperCcd SR a livelli accettabili.

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