L’Adsl cambia ancora
Listini e offerte rivisti da Wind e Tiscali. Interventi anche per Tele2. Lo sforzo per favorire l’integrazione con la telefonia fissaSono settimane di assestamento per l’offerta Internet di Wind, sia nel listino Adsl sia in quello free Internet. Anche Tiscali, però, ha approfittato di questa fase di metamorfosi dell’Adsl in Italia per potare e rifinire la propria offerta.
La novità principale, per Wind, è che adesso i suoi utenti in unbundling (distaccati da Telecom Italia) possono richiedere l’Adsl in qualunque momento. Fino a questo inverno, era possibile avere l’Adsl di Wind in unbundling solo se la si richiedeva prima di abbandonare Telecom. Come spiega un portavoce di Wind a MyTech, è stata ultimata in primavera la piattaforma che permette di attivare l’Adsl agli utenti in unbundling, in circa 20-30 giorni dalla data della richiesta.
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L’offerta senza canone, inoltre, in questi giorni è in promozione: chi si abbona entro il 31 maggio avrà 5 ore di connessione gratuite fino al 31 dicembre 2004. L’eccedenza costa 1,90 euro all’ora; 1,80 euro all’ora, però, se si è in unbundling. A differenza delle Adsl senza canone di alcuni operatori concorrenti, quella di Wind in questa fase è del tutto priva di costi iniziali.
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Di solito, invece, le Adsl senza canone sono gravate da un doppio costo iniziale: di attivazione (154 euro) e di adesione (45 euro nel caso di Tele2). Promozioni anche per l’Adsl di Tiscali: chi si abbona entro il 17 maggio non paga l’attivazione ma solo il costo di adesione. Che inoltre ad aprile è stato più che dimezzato: è adesso 9,95 euro una tantum; 29,95 euro per avere anche il modem in comodato d’uso, mentre prima i prezzi erano rispettivamente 48 euro e 84 euro. Lo scontro tra Wind e Tiscali è destinato a spostarsi anche sul terreno dell’unbundling.
Wind ha appena annunciato che nel 2004-2005 aggiungerà nuove città alla copertura unbundling (ad oggi sono 36), anche in virtù dei buoni risultati economici ottenuti nel 2003 e dichiarati a fine aprile: ricavi per 4 miliardi e 383 milioni di euro, più 12 per cento rispetto al 2002. Coprire una nuova centrale di Telecom con apparecchi per l’unbundling è un investimento non indifferente: pari a circa 200.000 euro. Per questo motivo, per ora è solo Wind a offrire il servizio di unbundling su doppino agli utenti residenziali; nei prossimi mesi, però, ci sarà anche Tiscali, come annunciato a marzo.
Wind in questo periodo sta cercando anche di integrare meglio l’offerta Internet nel complesso di quella di telefonia fissa. Ha scelto di rilanciare, sul piano del marketing e degli spot pubblicitari, il marchio Infostrada (ce lo conferma un portavoce di Wind). Ha abilitato, inoltre, due nuovi numeri 7x, per le connessioni dial-up a Internet, destinati ai clienti di piani telefonici Wind e Infostrada, rispettivamente. Le tariffe variano a seconda del piano scelto, ma in genere sono più basse di quelle standard di Telecom Italia per chiamate urbane: per esempio, gli utenti Pronto 1055 pagano 1,75 e 0,90 eurocent al minuto (Iva inclusa), rispettivamente in fascia oraria piena e ridotta, per la connessione a Internet. I prezzi sono 1,69 e 0,95 eurocent al minuto, con Tiscali; 1,50 e 0,85 eurocent, con Tele2. Telecom Italia chiede, per una chiamata urbana, 1,90 e 1,09 eurocent. Ha lanciato tuttavia l’offerta Alice Cent, basata su numero unico 7x, dove è applicato il prezzo fisso di 1 eurocent al minuto. Con due svantaggi: lo scatto alla risposta è di 12 eurocent, contro i 6,19 eurocent previsti dalle altre offerte Free Internet. Che, inoltre, a differenza di Alice Cent, includono un account di posta.




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