Mooter, il mito di motore e psiche
La fondatrice, principale azionista e responsabile esecutiva del marchio è di professione psicologa. Cos’abbia realmente a che fare questa specializzazione con il mondo dei search engine lo si scopre solo utilizzando la sua creatura predilettaNell’atmosfera surriscaldata dall’imminente Ipo di Google, l’intero settore dei search engine ribolle come non mai.
Accantonata in via ormai definitiva la possibilità di eguagliare il Grande clonandone le gesta, i soggetti impegnati nelle tecnologie per le ricerche on line cercano strade alternative trovando rifugio nelle nicchie che oggi consentono di sopravvivere e domani - chissà - potrebbero rivelarsi anche qualcosa di più. Senza allo stesso tempo correre il rischio di venire stritolati e annientati dallo strapotere del motore di Mountain View.
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Mooter raccoglie i link mandando in Rete i suoi spider privati e indicizzandoli in un unico elenco di siti. A differenza di ogni altro suo simile, per realizzare i sotto-indici e collegare i contenuti informativi alle parole-chiave il motore si affida a degli inediti algoritmi artificiali che a loro volta, per processare l’informazione che l’utente cerca, si appoggiano su particolari modelli psicologici.
In pratica, dichiarano gli ideatori delle infrastrutture tecnologiche che sottendono al motore, “la forza di Mooter poggia tutta nella sua capacità di comprendere la psicologia dell’utente che interagisce con l’informazione”. In termini ancora più concreti, queste teorie - per la verità un tantino astruse per chi non mastica la materia - si possono comprendere più chiaramente osservando la struttura delle risposte, sostanzialmente diversa da quelle tradizionali fatte di liste infinite di link corredati da una descrizione minimale.
Mooter, infatti, lavora con i cosiddetti cluster (grappoli) di informazione. Vediamolo in azione. Digitiamo “MyTech”. Otteniamo in risposta una pagina nella quale campeggia una struttura di tipo atomico con un nucleo centrale (che se cliccato porta all’elenco di tutte le risposte) da cui si diramano 8 elementi satellite, corrispondenti ad altrettante categorie nelle quali è stata individuata la presenza del termine cercato.
Pigiamo per esempio sulla voce “Internet”, che sappiamo essere quella più vicina alla natura della keyword che abbiamo inserito nella maschera di ricerca. Otteniamo un mini-elenco di due voci soltanto. Puntano entrambe al sito www.mytech.it. Corretto. Come controprova torniamo alla pagina dei gruppi di link e facciamo clic sul cluster identificato dalla parola “energia”. A rigor di logica il nostro MyTech - che non si occupa dell’argomento - non dovrebbe comparire tra i siti della lista. Così è. Niente male.
Andiamo alla seconda pagina di gruppi tematici è più specifica e contiene infatti le categorie “Italia” e “Web”; mentre l’etichetta “News” compare in quella successiva, la terza e ultima pagina dei temi.
Da provare.




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