Gli analisti concordi sulla ripresa di Pc desktop e portatili
Sia le indagini recenti di Idc sia quelle leggermente più datate della concorrente Gartner descrivono un mercato europeo dei computer in buona salute. Restano tuttavia da verificare l’effettiva robustezza e la durata dello slancio attuale» vai alla photogallery
Che il primo trimestre del 2004 potesse rappresentare un punto di svolta per il mercato dei computer era cosa che Gartner Group sosteneva già da tempo. Lo scorso febbraio i suoi analisti avevano infatti stilato un rapporto in base al quale sarebbero stati consegnati 44 milioni di macchine (+13,3% sul 2003) nel periodo compreso fra gennaio e marzo. Questo a livello mondiale, con una previsione di 187 milioni di pezzi venduti nel corso dell’intero anno (+13,9). Pochi giorni fa la multinazionale è tornata sull’argomento, focalizzandosi sulla macroregione Emea: Europa, Medio Oriente (Middle East), Africa.
In quest’area e in base ai risultati preliminari presentati dal Gruppo le vendite di computer sono aumentate del 17% rispetto al primo trimestre 2003, grazie a quasi 15 milioni di pezzi consegnati.
Per il vice presidente della ricerca Brian Gammage il risultato è stato influenzato dalla sostituzione del parco macchine presso le imprese, agevolata dal declino del dollaro. Processi che hanno beneficamente influito sia sul fronte della distribuzione sia sul canale della rivendita. Chi ha puntato fortemente sull’indiretta ne è stato ripagato e Acer ne dà dimostrazione con 74,8 punti percentuali in più in termini di unità commercializzate e un +100% sul fatturato legato ai laptop.Hp, che resta leader continentale (quasi) indiscussa, ha comunque “il più basso tasso di crescita fra i primi cinque vendor” della macroregione.
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I documenti in arrivo da Idc escludono l’Oriente e l’Africa per dedicarsi al vecchio continente, suddiviso fra le nazioni inglese e tedesca e il Mediterraneo.
L’incremento delle vendite è generalizzato, a partire da una Repubblica federale che locomotiva non è ma viaggia a +14,8% rispetto al primo quarto del 2003 grazie a ben 2 milioni di pezzi immessi sul mercato, fra portatili (+41%, 723 mila articoli) e desktop (+3,3%). Il panorama tedesco è altresì il più autarchico, con la nippo-teutonica Fujitsu-Siemens al primo posto delle graduatorie di fatturato e il buon posizionamento di attori come Vobis e Maxdata.
Più netto del previsto è secondo Idc il boom del mercato britannico, che realizza coi soli Pc (e server) un + 15,6% significativo rispetto ai tre mesi iniziali del 2003. Dal produttore al consumatore passano 2 milioni e 7 mila macchine e di queste i laptop, a + 632 mila unità, crescono di oltre 23 punti. A comperarne sono sia le aziende sia i privati, attratti da un decremento dei costi medi al dettaglio che comporta offerte vicine alle 500 sterline a pezzo.
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Lo scorso anno a condurre il panorama del Regno era Hewlett-Packard, che fra il primo trimestre del 2003 e oggi ha venduto per l‘11,4% in meno. Ne ha guadagnato Dell, oggi solidamente in testa grazie ai quasi 37 punti in più guadagnati nel corso di questi 12 mesi. La competizione è strenua alle spalle delle due contendenti, con Toshiba, Acer, Time Group e Ibm a battagliare per un risicato market share.
Si torna a sorridere sulle sponde del Mediterraneo. Anzi, a confronto con un mercato continentale che secondo International data corporation è salito nel primo trimestre del 19% circa, il Sud Europa mostra numeri da primato. 21% di crescita anno-su-anno, con le performance più impressionanti in arrivo dall’Italia - quasi un milione di unità vendute fra gennaio e marzo, +21,5% - e dalla Francia: +21,1 grazie a un milione e 470 mila consegne.
Dal punto di vista delle percentuali l’andamento migliore sarebbe da attribuire al Portogallo e alla Grecia (rispettivamente a +38,4 e a +32,2%). Le unità vendute in questi paesi sono però una manciata: 120 mila nella sede olimpica, 127 mila in quella di Euro 2004.




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