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Windows Mobile Pocket Pc adesso parla da leader

Scritto da Gianni Rusconi

Nella sua più recente versione il sistema operativo per smartphone e digital assistant di casa Microsoft promette di rispondere con i risultati alle critiche dell’utenza e dei guru, mentre si moltiplicano i produttori e i provider disposti a sposarne la causa
Computer portatili e tascabili Sono trascorsi quattro anni da quando il responsabile esecutivo di Microsoft Steve Ballmer rubò la scena al più illustre Bill Gates per presentare il primo palmare Pocket Pc equipaggiato con software Microsoft.
Di tempo ne è passato parecchio e oggi dalle sedi di Redmond si sprecano annunci per ricordare a tutti gli altri operatori del settore mobile che i dispositivi Pda “Windows based” hanno raggiunto dopo una lunga rincorsa quelli firmati da Palm, tradizionale dominatrice del settore.
Secondo le rilevazioni di Gartner nel primo trimestre del 2004 la piattaforma Windows Mobile Pocket Pc ha virtualmente affiancato Palmsource Os al comando dello scenario mondiale, con una quota di mercato del 40,2% (in costante ascesa) contro il 40,7% declinante della rivale.
I dati sulla regione Emea pubblicati da Canalys Research dicono poi che nel 2003 il sistema di casa Gates ha conquistato il 60,3% del mercato dei dispositivi data-centric, con una crescita del 190%. A livello globale sarebbe perciò entrato in possesso del 55,5% del panorama.

I perché di un boom annunciato
Gli analisti pongono alla base del successo della piattaforma Microsoft una serie di fattori: la piena integrazione con Outlook; l’interoperabilità coi Pc e i Tablet; il rilascio di un’anteprima del primo service pack per One note 2003 (che permette di prendere appunti anche vocali con un Pocket Pc Windows Mobile e di copiarli nei computer equipaggiati con lo stesso One note); infine il credito ottenuto presso produttori, operatori mobili, sviluppatori.
A oggi, dicono i portavoce del marchio, i carrier e i service provider impegnati nella fornitura di smartphone basati su Windows Mobile sono più di 50 in tutto il mondo. 30 i produttori che hanno già sposato la causa (Motorola e Samsung in testa) e 380 mila gli sviluppatori che operano in area software.
Le potenzialità della piattaforma paiono notevoli sia in ambito aziendale, con Coca Cola e Tnt pronte ad adottare rispettivamente 28 e 24 mila palmari Microsoft-based per migliorare la logistica; sia in chiave wireless: l’esempio viene in questo caso dalla nuova serie Motorola Mpx, che integra con l’Os Windows funzionalità Bluetooth, Wi-Fi e connettività Gsm/Gprs.

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Il nuovo Windows Mobile alla prova del nove
Dopo il rilascio (datato al giugno del 2003) di Windows Mobile 2003 per Pocket Pc, che già offriva accesso Wi-Fi e supporto avanzato alle immagini digitali, l’ultima tappa del viaggio di Microsoft nell’universo Pda e smartphone è stato il lancio della seconda edizione di Windows Mobile 2003 lo scorso marzo.

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Questa versione offre la possibilità di modificare l’orientamento dello schermo in orizzontale e verticale e il supporto delle immagini con risoluzione Vga da 480x640 pixel. Proprio in concomitanza con l’annuncio del più recente rilascio il partito dei critici si è scatenato di nuovo. Sulla scorta delle lamentele dell’utenza gli esperti hanno sottolineato come fino a oggi anche sugli applicativi base quali Word ed Excel la piattaforma Microsoft non fosse esente da pecche.
Il necessario ricorso agli add on software di sincronizzazione dati (naturalmente Microsoft) come Active Sync e Connection Manager per inviare al desktop documenti elaborati sul palmare non ha mai soddisfatto appieno gli utilizzatori intensivi. La validità in ambiente mobile dei due noti applicativi office è stata quindi posta in dubbio sin da principio.
Non meno chiacchierate sono state le successive mosse decise a tavolino per migliorare la qualità del software nel suo insieme, soprattutto dal punto di vista dei costi di aggiornamento.
Con l’avvento di Windows Mobile 2003 Se, dicono sicuri a Redmond, tutti (o quasi) i problemi evidenziati lungo il percorso dovrebbero venire automaticamente risolti. Chiedere ai diretti interessati, in primo luogo i produttori di Pda alle prese con l’aggiornamento dei rispettivi prodotti alla nuova piattaforma, per conferma.

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