Durata della conversione da DivX a Mpeg-2
I tempi di calcolo riportati dal lettore sono nella norma per operazioni di conversione tra DivX e Dvd. In pratica, per ottenere un disco riproducibile in qualsiasi lettore Dvd da tavolo è necessario decomprimere il formato DivX fotogramma per fotogramma e quindi applicare a questo flusso di dati la compressione Mpeg-2 prevista per lo standard Dvd-Video. L’operazione di decompressione del file DivX è un’operazione eseguibile praticamente in tempo reale, grazie alle ottimizzazioni implementate nelle più recenti versioni del codec. La compressione Mpeg-2, invece, è molto complessa e richiede una grande potenza di calcolo e tempi di esecuzione che variano dalle due alle quattro volte la durata del filmato originale. Esistono codec che eseguono questa operazione più rapidamente ma a scapito della qualità d’immagine.
La presenza di una scheda grafica che supporti in hardware funzioni legate al formato Mpeg-2 è limitata esclusivamente alla fase di decompressione e riproduzione, per consentire una visione di alta qualità anche su computer dotati di processori poco potenti. Il supporto Mpeg-2 all’interno del chip grafico è limitato alle funzioni iDCT (Inverse discrete cosine transform, trasformata inversa di coseni) e Motion compensation, operazioni ormai eseguibili in tempo reale da qualsiasi computer dotato di un processore di generazione recente.
Non vi è quindi la possibilità di accelerare il processo di codifica Mpeg-2 con un software specifico per la scheda grafica del lettore. Non siamo neppure a conoscenza di software in grado di effettuare in parallelo la compressione Mpeg-2 su più computer, creando un cluster per l’elaborazione distribuita. In ogni caso, alcune peculiarità del formato Mpeg-2 renderebbero piuttosto difficile raggiungere questo scopo. Il flusso di dati che compone il filmato è generalmente a bit rate variabile, ovvero la quantità di dati nell’unità di tempo può essere diversa in base alla complessità delle scene. Questa caratteristica consente di destinare più informazioni alle sequenze in cui l’immagine cambia rapidamente, preservando così il maggior numero di dettagli. Il software incaricato della conversione deve quindi analizzare tutto il flusso video per individuare le sezioni critiche, alle quali assegnerà un bit rate superiore. Questa operazione non è facilmente eseguibile in parallelo: spezzando l’elaborazione su più macchine, il programma non sarebbe più in grado di controllare il bit rate assegnato alle scene compresse da altri computer. Inoltre, le Cpu con frequenza di 3 GHz o superiore sono in grado di effettuare la codifica Mpeg-2 a velocità pressoché pari a quella della durata del filmato e ulteriori miglioramenti sono attesi con i software che faranno uso specifico delle prerogative a 64 bit dei nuovi processori AMD e delle nuove istruzioni Simd (Single instruction multiple data) dei processori Intel. La possibilità di eseguire la codifica Mpeg-2 a queste velocità su sistemi desktop scoraggia i produttori di software dal sviluppare soluzioni complesse destinate all’elaborazione distribuita.
La presenza di una scheda grafica che supporti in hardware funzioni legate al formato Mpeg-2 è limitata esclusivamente alla fase di decompressione e riproduzione, per consentire una visione di alta qualità anche su computer dotati di processori poco potenti. Il supporto Mpeg-2 all’interno del chip grafico è limitato alle funzioni iDCT (Inverse discrete cosine transform, trasformata inversa di coseni) e Motion compensation, operazioni ormai eseguibili in tempo reale da qualsiasi computer dotato di un processore di generazione recente.
Non vi è quindi la possibilità di accelerare il processo di codifica Mpeg-2 con un software specifico per la scheda grafica del lettore. Non siamo neppure a conoscenza di software in grado di effettuare in parallelo la compressione Mpeg-2 su più computer, creando un cluster per l’elaborazione distribuita. In ogni caso, alcune peculiarità del formato Mpeg-2 renderebbero piuttosto difficile raggiungere questo scopo. Il flusso di dati che compone il filmato è generalmente a bit rate variabile, ovvero la quantità di dati nell’unità di tempo può essere diversa in base alla complessità delle scene. Questa caratteristica consente di destinare più informazioni alle sequenze in cui l’immagine cambia rapidamente, preservando così il maggior numero di dettagli. Il software incaricato della conversione deve quindi analizzare tutto il flusso video per individuare le sezioni critiche, alle quali assegnerà un bit rate superiore. Questa operazione non è facilmente eseguibile in parallelo: spezzando l’elaborazione su più macchine, il programma non sarebbe più in grado di controllare il bit rate assegnato alle scene compresse da altri computer. Inoltre, le Cpu con frequenza di 3 GHz o superiore sono in grado di effettuare la codifica Mpeg-2 a velocità pressoché pari a quella della durata del filmato e ulteriori miglioramenti sono attesi con i software che faranno uso specifico delle prerogative a 64 bit dei nuovi processori AMD e delle nuove istruzioni Simd (Single instruction multiple data) dei processori Intel. La possibilità di eseguire la codifica Mpeg-2 a queste velocità su sistemi desktop scoraggia i produttori di software dal sviluppare soluzioni complesse destinate all’elaborazione distribuita.
Paolo Sgrignoli, via internet
I tempi di calcolo riportati dal lettore sono nella norma per operazioni di conversione tra DivX e Dvd. In pratica, per ottenere un disco riproducibile in qualsiasi lettore Dvd da tavolo è necessario decomprimere il formato DivX fotogramma per fotogramma e quindi applicare a questo flusso di dati la compressione Mpeg-2 prevista per lo standard Dvd-Video. L’operazione di decompressione del file DivX è un’operazione eseguibile praticamente in tempo reale, grazie alle ottimizzazioni implementate nelle più recenti versioni del codec. La compressione Mpeg-2, invece, è molto complessa e richiede una grande potenza di calcolo e tempi di esecuzione che variano dalle due alle quattro volte la durata del filmato originale. Esistono codec che eseguono questa operazione più rapidamente ma a scapito della qualità d’immagine.
La presenza di una scheda grafica che supporti in hardware funzioni legate al formato Mpeg-2 è limitata esclusivamente alla fase di decompressione e riproduzione, per consentire una visione di alta qualità anche su computer dotati di processori poco potenti. Il supporto Mpeg-2 all’interno del chip grafico è limitato alle funzioni iDCT (Inverse discrete cosine transform, trasformata inversa di coseni) e Motion compensation, operazioni ormai eseguibili in tempo reale da qualsiasi computer dotato di un processore di generazione recente.
Non vi è quindi la possibilità di accelerare il processo di codifica Mpeg-2 con un software specifico per la scheda grafica del lettore. Non siamo neppure a conoscenza di software in grado di effettuare in parallelo la compressione Mpeg-2 su più computer, creando un cluster per l’elaborazione distribuita. In ogni caso, alcune peculiarità del formato Mpeg-2 renderebbero piuttosto difficile raggiungere questo scopo. Il flusso di dati che compone il filmato è generalmente a bit rate variabile, ovvero la quantità di dati nell’unità di tempo può essere diversa in base alla complessità delle scene. Questa caratteristica consente di destinare più informazioni alle sequenze in cui l’immagine cambia rapidamente, preservando così il maggior numero di dettagli. Il software incaricato della conversione deve quindi analizzare tutto il flusso video per individuare le sezioni critiche, alle quali assegnerà un bit rate superiore. Questa operazione non è facilmente eseguibile in parallelo: spezzando l’elaborazione su più macchine, il programma non sarebbe più in grado di controllare il bit rate assegnato alle scene compresse da altri computer. Inoltre, le Cpu con frequenza di 3 GHz o superiore sono in grado di effettuare la codifica Mpeg-2 a velocità pressoché pari a quella della durata del filmato e ulteriori miglioramenti sono attesi con i software che faranno uso specifico delle prerogative a 64 bit dei nuovi processori AMD e delle nuove istruzioni Simd (Single instruction multiple data) dei processori Intel. La possibilità di eseguire la codifica Mpeg-2 a queste velocità su sistemi desktop scoraggia i produttori di software dal sviluppare soluzioni complesse destinate all’elaborazione distribuita.
La presenza di una scheda grafica che supporti in hardware funzioni legate al formato Mpeg-2 è limitata esclusivamente alla fase di decompressione e riproduzione, per consentire una visione di alta qualità anche su computer dotati di processori poco potenti. Il supporto Mpeg-2 all’interno del chip grafico è limitato alle funzioni iDCT (Inverse discrete cosine transform, trasformata inversa di coseni) e Motion compensation, operazioni ormai eseguibili in tempo reale da qualsiasi computer dotato di un processore di generazione recente.
Non vi è quindi la possibilità di accelerare il processo di codifica Mpeg-2 con un software specifico per la scheda grafica del lettore. Non siamo neppure a conoscenza di software in grado di effettuare in parallelo la compressione Mpeg-2 su più computer, creando un cluster per l’elaborazione distribuita. In ogni caso, alcune peculiarità del formato Mpeg-2 renderebbero piuttosto difficile raggiungere questo scopo. Il flusso di dati che compone il filmato è generalmente a bit rate variabile, ovvero la quantità di dati nell’unità di tempo può essere diversa in base alla complessità delle scene. Questa caratteristica consente di destinare più informazioni alle sequenze in cui l’immagine cambia rapidamente, preservando così il maggior numero di dettagli. Il software incaricato della conversione deve quindi analizzare tutto il flusso video per individuare le sezioni critiche, alle quali assegnerà un bit rate superiore. Questa operazione non è facilmente eseguibile in parallelo: spezzando l’elaborazione su più macchine, il programma non sarebbe più in grado di controllare il bit rate assegnato alle scene compresse da altri computer. Inoltre, le Cpu con frequenza di 3 GHz o superiore sono in grado di effettuare la codifica Mpeg-2 a velocità pressoché pari a quella della durata del filmato e ulteriori miglioramenti sono attesi con i software che faranno uso specifico delle prerogative a 64 bit dei nuovi processori AMD e delle nuove istruzioni Simd (Single instruction multiple data) dei processori Intel. La possibilità di eseguire la codifica Mpeg-2 a queste velocità su sistemi desktop scoraggia i produttori di software dal sviluppare soluzioni complesse destinate all’elaborazione distribuita.




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