Frequenza nominale del processore e overclock
Il mio sistema ha la seguente configurazione: scheda madre Asus P4PE, processore Pentium 4 a 2,53 GHz, 512 MByte di Ram, due hard disk per un totale di 100 GByte, scheda video ATI Radeon VE, scheda audio Sound Blaster Audigy. Di recente, lanciando applicativi che misurano la velocità del processore ho riscontrato che lo stesso risulta sottoposto a overclock, operando a una frequenza di 2.563 MHz. Pur trattandosi di una differenza trascurabile rispetto al valore nominale, vorrei capirne la motivazione, visto che non ho mai apportato modifiche alla frequenza operativa.
Francesco Lemma, via internet
La frequenza di 2.563 MHz differisce dal valore nominale di 2.533 per 30 MHz, che tradotto in percentuale corrisponde a circa l‘1,2%. Questo dato, pienamente nell’intervallo di tolleranza previsto, è motivato da due fattori: la frequenza operativa del processore è ottenuta con un clock di base e un moltiplicatore. Ogni minima variazione rispetto al valore nominale del clock di base sarà amplificata dal moltiplicatore. Per esempio, in un computer con processore Pentium 4 a 2,53 GHz, la frequenza operativa è ottenuta con un clock di base di 266 MHz e un moltiplicatore 9,5. Uno scostamento di 1 MHz nel clock di base risulterà quindi in una differenza di 9,5 MHz nella frequenza operativa del processore. Il secondo fattore che porta a queste differenze rispetto alla frequenza nominale può essere ricondotto a scelte progettuali dei produttori dell’hardware. Infatti, schede madri che facciano uso dello stesso chipset, a meno di casi particolari, avranno prestazioni molto simili se non addirittura identiche.
Per ottenere quindi un vantaggio nei confronti dei concorrenti, i produttori spesso modificano la porzione del Bios che gestisce il chip generatore del clock in modo che aumenti leggermente la frequenza di base. Così facendo è come se venisse praticato l’overclocking del processore direttamente in fabbrica. Ovviamente, ogni produttore si prende la responsabilità di garantire il perfetto funzionamento del proprio hardware con le impostazioni predefinite nel Bios e per questo motivo l’overclocking è solitamente limitato a pochi MHz. Non vi è quindi alcun rischio nell’utilizzare le impostazioni di default per il processore, anche con una frequenza operativa leggermente superiore a quella nominale.
Per ottenere quindi un vantaggio nei confronti dei concorrenti, i produttori spesso modificano la porzione del Bios che gestisce il chip generatore del clock in modo che aumenti leggermente la frequenza di base. Così facendo è come se venisse praticato l’overclocking del processore direttamente in fabbrica. Ovviamente, ogni produttore si prende la responsabilità di garantire il perfetto funzionamento del proprio hardware con le impostazioni predefinite nel Bios e per questo motivo l’overclocking è solitamente limitato a pochi MHz. Non vi è quindi alcun rischio nell’utilizzare le impostazioni di default per il processore, anche con una frequenza operativa leggermente superiore a quella nominale.




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