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Modalità HyperThreading e malfunzionamenti

Chiedo un vostro aiuto per configurare un Pc che ho assemblato personalmente. I componenti sono: scheda madre Asus P4C800 Deluxe, processore Pentium 4 a 3,2 GHz, memorie Corsair CMX512-400 TwinX-1024 composti da due moduli di 512 MByte configurati in modalità dual channel, scheda video ATI FireGL X1 con 128 MByte Ddr, hard disk Maxtor da 120 GByte Serial-Ata 7200 rpm con 8 MByte di memoria cache. Il problema si verifica quando attivo nel Bios l’opzione Hyper-Threading: il Pc si congela senza preavviso soprattutto quando sono collegato a Internet, costringendomi a resettare; anche con altre applicazioni Cad/Cam il Pc sembra frenato. Non riesco a capire se il problema sia dovuto alle memorie Corsair oppure a un difetto della scheda madre.

Preciso che ho anche provato a impostare le temporizzazioni della memoria a 3-4-4-8 come consigliato sul sito di Corsair ma il risultato non è cambiato. Nel Bios della motherboard non so come configurare la voce Dram Burst Length. Spero che riusciate ad aiutarmi perché mi spiacerebbe dover disabilitare la funzionalità Hyper-Threading.
Giuseppe Sellitto, via internet
La tecnologia Hyper-Threading è una delle prerogative implementate da Intel nei processori Pentium 4 di ultima generazione. Con questa funzionalità è possibile utilizzare una singola Cpu come due unità di calcolo separate, rendendo in pratica il computer biprocessore. La potenza delle Cpu attualmente in commercio crea il problema di sfruttarne in modo adeguato la capacità di calcolo. Durante l’elaborazione è normale che il processore attenda l’azione dell’utente o il recupero dei dati da parte delle periferiche più lente. Queste frazioni di tempo inutilizzato possono però essere sfruttate attraverso tecniche di programmazione multithreading, in cui l’elaborazione è divisa in più parti indipendenti e, quando una di queste rimane bloccata in attesa di dati, è possibile continuare con un’altra. Il risultato finale sarà dato dall’intreccio dei vari thread (in italiano, fili). La presenza del secondo processore virtuale consente di dedicare la potenza di calcolo della Cpu, nei momenti d’inattività, a un’altra applicazione, minimizzando così i tempi morti.

La funzionalità Hyper-Threading è implementata da un circuito che si occupa di separare i dati e il microcodice che compongono le due istanze di elaborazione e quindi di ricomporre e assegnare i rispettivi risultati. La porzione di silicio che esegue questo compito è sottoposta a certificazione prima di immettere i processori sul mercato. Se i test diagnostici non fossero superati, la Cpu sarebbe ugualmente venduta senza tecnologia Hyper-Threading attivata. I test delle prestazioni mostrano che i benefici della tecnologia Hyper-Threading non sono facilmente misurabili con i consueti benchmark: attivando questa funzionalità si ha infatti un calo delle prestazioni di alcuni punti percentuali nelle applicazioni che eseguono calcoli pesanti in modalità batch (ovvero senza intervento dell’utente). Tuttavia, chi ha provato un computer in cui è attiva la modalità Hyper-Threading ha potuto rendersi conto di come i tempi di reazione del sistema operativo, specialmente in caso di esecuzione contemporanea di più applicazioni, risultino molto migliori rispetto a quelli di una configurazione hardware tradizionale (monoprocessore).

La tecnologia Hyper-Threading richiede, oltre a una Cpu adeguata, anche il supporto da parte del chipset e del Bios. Se una sola di queste componenti non fosse in grado di supportare la tecnologia Hyper-Threading, la Cpu opererebbe secondo gli schemi canonici. Sono noti alcuni casi che potrebbero portare ad attivare erroneamente questa tecnologia anche con componenti non in grado di supportarla: il Bios, per esempio, potrebbe rilevare erroneamente la presenza di un processore con Hyper-Threading. In questo caso, per risolvere il problema è solitamente sufficiente la riprogrammazione della Flash eprom: dopo l’aggiornamento, il processore dovrebbe essere correttamente riconosciuto, non consentendo più l’attivazione delle prerogative non supportate.

In altri casi, le anomalie dipendono dal fatto che in un certo numero di processori in commercio la modalità Hyper-Threading risulta presente nonostante il circuito incaricato di gestirla sia malfunzionante. È perciò necessario richiedere la sostituzione del processore secondo i termini della garanzia.

Per quanto riguarda le temporizzazioni della memoria, a parte pochi casi documentati, i valori impostati nel chip Spd (Serial presence detect) consentono di ottenere la stabilità e le massime prestazioni del sistema. Tuttavia, durante le operazioni di troubleshooting (in italiano, individuazione dei problemi), è possibile impostare valori di assoluta cautela, in modo da escludere che il problema sia dovuto appunto a un malfunzionamento delle memorie.

Le temporizzazioni sono riportate come gruppi di 4 numeri (nel caso del lettore 3-4-4-8) e indicano rispettivamente la latenza Cas (Cas latency), il ritardo tra Ras e Cas (Ras to Cas delay), il ritardo di precaricamento (Precharge delay) e la durata dell’impulso Ras (Ras pulse width). Quest’ultimo valore può essere talvolta omesso, in quanto è ricavabile dai dati precedenti. La lunghezza dell’accesso burst (burst lenght) non deve essere modificata rispetto al valore predefinito per i chipset Intel i865 e i875P, fissato a 4. Questo valore è ottimale per le caratteristiche delle memorie Ddr, per l’architettura dei chipset e per lo schema della memoria cache del processore Pentium 4.

In ogni caso le temporizzazioni della memoria non hanno influenza sulla modalità Hyper-Threading e viceversa: escludiamo pertanto che sia possibile risolvere i problemi di compatibilità descritti dal lettore modificando queste sole impostazioni.

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