Usa: servizi mobile video in crescita sino al 2009
Il punto di partenza è un bacino di utilizzatori ancora relativamente ristretto, ma le prospettive per lo streaming e per la messaggistica di nuova generazione sono ottime. Gli analisti pensano che l’uso del cellulare stia per cambiare radicalmenteInstat-Mdr ha fissato al 2009 il momento della definitiva affermazione del mobile video negli Stati Uniti. Fra cinque anni circa i servizi legati alla trasmissione su device in movimento genereranno infatti un ritorno economico pari a 5 miliardi e 400 milioni di dollari.
Un dato nel quale la società di analisi mostra di credere a dispetto del fatturato tutt’altro che interessante realizzato sin qui dai carrier, con una stima da 53 milioni di dollari per la fine dell’anno in tutto il Nord America. L’accelerazione dovrebbe cominciare nel corso del 2005, quando le entrate dovrebbero addirittura quadruplicare passando a 269 milioni.
Di lì alla fine del decennio, un’ascesa ininterrotta e dovuta naturalmente anche all’incremento della base d’utenza.
Entro dicembre gli americani abbonati ai servizi wireless saranno 164 milioni e 300 mila. Soltanto 49 milioni e 400 li sfrutteranno però, secondo Instat, per lo scambio di dati. Fra cinque anni i clienti complessivi degli operatori senza fili diverranno oltre 207 milioni, mentre saranno 156 milioni e 300 mila a fruire di contenuti non basati esclusivamente sulla voce.Stando ancora all’indagine Instat-Mdr “Mobile services in the Us, 2004-2009” allo scadere del quinquennio 22 milioni e 300 mila cittadini a stelle e strisce guarderanno video sul telefonino (o su un apparecchio portatile) e 31 milioni si limiteranno, per così dire, alla messaggistica multimediale, nel contesto di un circolo virtuoso destinato a far lievitare con ogni probabilità anche il mercato dei camera phone.
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I clip piacciono, comunque. Non da impazzire ma almeno abbastanza da schizzare in testa alle preferenze dei possessori di dispositivi 3G e dintorni. Acquisterebbe contenuti video il 13,2% degli interpellati da Instat in un recente sondaggio a tema, contro l‘11,4% di quanti preferirebbero la musica e il 6,5% di chi desidererebbe più giochi per tutti.




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