Tutto sotto controllo
Cosa pensereste se vi arrivasse a casa un numero della rivista a cui siete abbonati con in copertina una foto aerea del palazzo in cui vivete? Probabilmente concludereste che la vostra privacy è spacciata. È esattamente quello che è successo ai 43mila abbonati del mensile americano Reason.
“Benvenuti nella ‘nazione database’”, scrive il direttore Nick Gillespie, “dove tutte le informazioni che vi riguardano fluttuano nel cyberspazio”.
Reason dedica l’articolo di copertina al tema della privacy, esploso con prepotenza dopo gli attentati dell‘11 settembre.
Ma non prefigura scenari apocalittici di sorveglianza governativa hi-tech. Piuttosto, esplora i benefici che derivano dagli archivi di dati e informazioni, che permettono forme di marketing personalizzato: i consumatori hanno a disposizione più opzioni e prezzi più bassi, e il mercato funziona meglio.
“Vivere in una ‘nazione database’ solleva senza dubbio innumerevoli preoccupazioni sulla privacy, e noi non vogliamo uno stato di polizia. Ma gli archivi rendono anche la vita più facile e più allegra. Non sono preoccupato se una salumeria conosce la cronologia dei miei acquisti: cos’altro può voler fare con queste informazioni se non cercare di conquistarmi fornendomi più prodotti a un prezzo conveniente?”.




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