Va in onda a Milano lo spettacolo del digitale
La creatività sposa la tecnologia: ed è subito digital culture. Succede nel capoluogo lombardo, dove la rassegna a tema D_Cult approda dopo le quattro edizioni tenutesi sulla riviera romagnola. Il pubblico è numeroso, attento, appassionato
D_Cult, l’evento dedicato ai creativi digitali, arriva per la prima volta a Milano dopo le quattro edizioni ricche di successi di Bellaria (Rn). Ospitata nei locali del Crowne Plaza hotel di San Donato Milanese, la manifestazione promossa da Digital Culturecon il Patrocinio del Comune di Milano - settore Sport e giovani - e dell’Ufficio scolastico della Lombardia, ha registrato per questa edizione 2004 un autentico boom di presenze da parte delle aziende espositrici, tanto da indurre gli organizzatori ad ampliare l’area occupata dagli stand per permettere lo svolgimento del ricco programma in calendario.Come tradizione, al centro delle attività nei tre giorni della manifestazione sono state le attività di formazione e aggiornamento dirette non solo ai professionisti del settore, ma soprattutto a giovani artisti, studenti e semplici appassionati delle potenzialità dell’universo digitale.
Il programma di formazione e dimostrazione si è articolato in 4 aree di intervento: tre spazi Campus con dimostrazioni pratiche delle novità del mercato della creatività digitale; i Seminari di approfondimento, l’area D_Show con le creazioni di digital art e i Workshop (a pagamento) per l’approfondimento di alcuni temi a contatto con i professionisti.
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L’azienda in cattedra
Apple, Microsoft, Adobe, Hp, Macromedia. Sono solo le più note fra le aziende protagoniste dei seminari di D_Cult, momenti di dibattito e incontro in cui gli esperti del computer design hanno guidato il pubblico della kermesse milanese alla scoperta delle evoluzioni della comunicazione professionale. Da “I nuovi orizzonti della post produzione” a “L’immagine digitale nel sistema moda” fino a “Il futuro del Web … adesso!”, gli incontri di approfondimento hanno offerto una visione a 360° della creatività digitale: dalla realizzazione di video, Dvd e siti Web alla computer art e produzione di programmi per la Tv digitale a basso costo.
I segreti del software
Ristretti a un numero limitato di professionisti, i workshop si sono dimostrati un ideale percorso di approfondimento dei temi legati alla creatività digitale. Gli esperti hanno svelato i trucchi, i segreti e le tecniche per l’uso di software come Photoshop (l’illusione della fotografia che incontra il digitale e gli strumenti per la corrispondenza del colore delle immagini) o Shake.
Sono stati analizzati poi l’utilizzo di effetti speciali all’interno di spot e videoclip, i linguaggi alla base del Web dinamico e i limiti davanti ai quali si trovano creativi e provider di soluzioni tecnologiche nello sviluppo della comunicazione in Rete, l’editing video e l’authoring Dvd, fino alla risoluzione dei problemi tecnici nella creazione di siti Internet in Flash.
Attivi, reattivi, creativi
“Ho visto le migliori menti della mia generazione”: questo lo slogan di Creative Eyes, lo spazio allestito all’interno di D_Cult aperto all’incontro tra i creativi digitali. Scattare foto, elaborare la propria immagine, pubblicarla direttamente nella banca dati e, dopo averla stampata, partecipare alla galleria di volti della “next bit generation”: così si è svolto il programma dello spazio libero di Creative Eyes, in cui è stato anche possibile lavorare con il proprio portatile collegato alla rete senza fili di D_Cult.
In equilibrio tra stile ed estetica tradizionali e ricerca di nuove valenze espressive degli strumenti digitali, il giovane artista milanese Massimo Cremagnani ha presentato alle spalle dell’area Campus_45 la mostra Art Evò, una galleria di opere di carattere figurativo, realizzate sfruttando le più alte potenzialità della tecnica e dei supporti della stampa digitale.
Proprio questa attenzione verso le potenzialità estetiche offerte dall’innovazione tecnologica è al centro della sperimentazione di Cremagnani, con l’intento di svincolarsi dall’uso consueto di carta o tela comuni come supporto delle immagini.
L’hi-tech entra al cinema
Lo spazio D_Show, invece, vuol essere una vetrina per esibire i progressi della tecnologia digitale applicata alla creatività 3D fra cinema, comunicazione pubblicitaria e animazione.
Diversi set di filmati sono proiettati a rotazione: si va da e-Tv, una breve spiegazione audiovisiva di come realizzare effetti particolari lavorando con Photoshop, fino al divertente cortometraggio firmato da Raimondo Della Calce e Bruno Dreossi intitolato “Heterogenic”, che racconta la storia di un chicco di mais antropomorfo che acquisice poteri da supereroe. Di grande fascino la proiezione di Alias: filmati e corti in 3D (uno sponsorizzato da Lego) realizzati con il software professionale Maya.
Un intero stand è stato infine destinato alla creatività degli studenti del corso di arti visive dell’Istituto europeo di design, da sempre fucina di nuovi creativi. Ied_Cult è il nome di questo laboratorio creativo strutturato come un autentico percorso all’interno del mondo digitale: postazioni multimediali e videoproiezioni sono gli strumenti grazie ai quali i visitatori hanno potuto inviare e-card personalizzate, intervenire nei work in progress degli studenti, modificarne e arricchirne le elaborazioni e inserire il proprio volto (dopo averlo modificato a piacimento) all’interno degli scenari virtuali predisposti dalla scuola milanese.
www.fando.it




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