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La prima volta del digitale nel rapporto Assinform 2004

Scritto da Roberto Carminati

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Giunto alla 35esima edizione il tradizionale appuntamento annuale con le stime e i risultati del mercato informatico nazionale si arricchisce di una sezione dedicata nel dettaglio alla navigazione, al commercio elettronico, al multimedia
Un riconoscimento importante per realtà che sono divenute con il tempo parte integrante della nostra esistenza (digitale) e che incarnano una fetta crescente del mercato hi-tech nostrano. Assinform ha incluso il commercio elettronico e una serie di attività etichettabili col contrassegno del “digitale” o del “mobile” nel suo Rapporto 2004. Restituendocene quindi un puntuale identikit fatto di numeri e proiezioni.

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Basandosi su una ricerca che Anee ha condotto sulla scorta di svariate fonti (fra queste Nielsen/Netratings, Censis, Doxa e Politecnico di Milano), l’associazione ha preso in esame innanzitutto le abitudini dei navigatori più giovani. Nel 38% dei casi costoro usano la Rete soprattutto per ragioni di studio. Più le donne, il 43% del totale, che gli uomini (35). L’attualità interessa al 32,7% e qui il sesso femminile incarna il 28,6%, in minoranza rispetto al 36,5 di maschi. Il successo del download audio e video coinvolge solo il 18,8% degli interpellati, con il sesso cosiddetto forte in maggioranza: 23,3 contro 12,7%. Pochi, invece, i giovani che su Internet lavorano. Sono il 16,6% e appartengono perlopiù all’altra metà del cielo (17,6%-15,6%).
L’attualità interessa, si è detto, e il fatto positivo è che l’offerta d’attualità non manca. Nel 1999 i siti d’informazione erano 412; oggi sono 1.650: quasi il quadruplo. Fra i temi privilegiati, a dispetto delle caratteristiche globalizzanti del medium, spicca la cronaca locale, trattata dal 12,5% delle testate e delle Webzine. Seguono la cultura (11%), l’attualità (10,8%), lo spettacolo e l’economia con i rispettivi 9,8% e 8,8%.

Le sfumature del digitale (e del mobile)
Il mercato italiano visto da Anee e Assinform annovera i giovanissimi fra gli acquirenti più preziosi. Il 49% dei ragazzi di età compresa fra i 10 e i 13 anni possiede una console Playstation o Nintendo, ma uno strumento analogo è già nelle mani del 34% dei piccoli fra 5 e 9 anni.
Probabile che i 10-13enni, più degli altri, rappresentino fra l’altro un target di rilievo per il bacino dei servizi mobili a valore, dalla portata economica di 408 milioni di euro. Se lo spartiscono infatti gli short message (64%), le suonerie (11%), i giochi java (3%) e gli Mms al 2%. Un sostanzioso 20% resta tuttavia saldamente nelle mani del browsing, forse appannaggio di un pubblico più maturo.
Il comparto dei servizi multimediali in genere, una torta da 2 miliardi e 547 milioni di euro, è ripartito fra il 26,7% dei videogiochi, il 10,1 dell’e-learning, il 16% dei contenuti in movimento. Questo stesso scenario presenta però la sorpresa più rilevante. Un 47,2% del ricco piatto finisce infatti in tasca agli operatori del commercio elettronico.

E-commerce, finalmente boom
Le compravendite on line salgono in termini di clientela complessiva e fatturato. Se soltanto nel 2002 compravano in Rete un milione e 265 mila italiani, la soglia del milione e seicento è stata superata di slancio lo scorso anno. Il valore transitato per il Web è quindi pari a un miliardo e 207 milioni di euro; 711 milioni due anni fa circa e, a testimonianza della decisa impennata, soltanto 665 nel 2001.
La più folta rappresentanza degli e-shopper (38,6%) ha un’età compresa fra i 30 e i 39 anni mentre il 28,4% ne ha fra i 20 e i 29. Ha un massimo di 49 anni e un minimo di 40 il 20,4% degli acquirenti telematici. Cosa fanno? Sono genericamente impiegati nel 31% dei casi, oppure (14%) liberi professionisti. Accanto a insegnanti (3%), imprenditori (9%) studenti (11%), dirigenti o funzionari (12%) il gruppo più vistoso è quello dei non appartenenti ad alcuna categoria tradizionale, categorizzati alla voce “Altro” e forieri di un corposo 20%.
La distribuzione dell’offerta su Internet nelle regioni rispecchia in certa misura la maggiore o minore informatizzazione delle stesse. Spicca la Lombardia che ne ospita il 28,2%, seguita da un manipolo di solite note racchiuse in pochissimi punti: Lazio (11,7%), Emilia Romagna (11,4), Toscana a 9,2 e Piemonte, 8,9%. L’Abruzzo, ultimo, è fermo secondo Anee/Assinform a un secco 0,0%.
Fra i beni più gettonati delle vetrine virtuali fa sensazione l’affermazione dell’editoria: i libri rappresentano il genere di acquisto privilegiato con un 17,1% di preferenze, seguiti a 12,9 dal turismo e dagli alimentari (11,8). Totalizzano percentuali attorno agli 8 punti sia l’abbigliamento sia la prevendita di biglietti per spettacoli ed eventi.

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