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Come cambia la televisione

Scritto da Simone Zanardi

Il più immediato cambiamento che il digitale terrestre introduce nell’offerta televisiva è legato alla qualità dei segnali video e audio trasmessi. L’utilizzo dei formati di codifica Mpeg permette infatti di ottenere una definizione video in formato Sdtv (Standard Digital TeleVision, 720 x 576 punti per le specifiche Pal italiane) analoga a quella veicolata dalle diffuse trasmissioni satellitari, con la prospettiva di supportare programmi a risoluzioni maggiori come l’Hdtv (High definition TV, 1.920 x 1.080 pixel). Pur non raggiungendo la qualità dei film in Dvd, la codifica digitale per Dtt supera ampiamente lo standard analogico, eliminando le figure di interferenza presenti in un buon numero di impianti.
Le funzioni di Electronic Program Guide (Epg), ben note agli utenti della televisione satellitare, peremttono di visualizzare informazioni sui programmi in corso e sui palinsesti delle varie emittenti.
Anche dal punto di vista audio i vantaggi apportati dalla trasmissione digitale sono rilevanti: le tecniche di codifica permettono di trasmettere con occupazione di banda minima segnali di qualità paragonabile a quella di un Cd musicale, sia in modalità stereofonica sia per impianti surround multi-canale. Possono inoltre essere trasmessi diversi flussi audio per una singola trasmissione, corrispondenti ad esempio alle versioni originali e doppiate di un film, o a commenti diversificati per un evento sportivo.

Si tratta di funzioni ben note agli utenti dei servizi satellitari, ma finora sconosciute ai tradizionali impianti terrestri, così come il servizio Epg (Electronic Program Guide) che permette di visualizzare una guida completa dei palinsesti disponibili, oltre che finestre di riepilogo sul programma in visione e su quello che lo seguirà. Grande attenzione è poi posta sull’interattività della nuova televisione digitale: alle specifiche Dvb-T, si sono infatti aggiunte quelle Dvb-Mhp (Multimedia Home Platform) che delineano una piattaforma di programmazione per funzioni evolute di fruizione della digital Tv. In particolare vengono delineati i parametri per il cosiddetto Enhanced Broadcasting, la televisione interattiva e l’accesso a Internet attraverso l’impianto Dvb.

I servizi di Enhanced Broadcasting permettono di arricchire l’esperienza multimediale dell’utente tramite contenuti scaricati direttamente dalla rete televisiva (in relazione o meno al programma principale trasmesso), definendo la cosiddetta interattività locale per l’utente; disponendo di un canale di ritorno (costituito da linea telefonica o collegamento a banda larga) le specifiche Mhp definiscono un secondo tipo di interattività, quella on-line, che permette allo spettatore di comunicare in modo bidirezionale con il provider e il programma in corso.

Esempi di questa funzionalità possono essere il tele-voto e l’home shopping. Il profilo di accesso a Internet definito dall’Mhp trasforma invece l’apparato Dvb in un vero e proprio client per i servizi della Rete, con possibilità di navigazione web e accesso a caselle e-mail, ad esempio.

Un grande vantaggio della trasmissione digitale terrestre nei confronti di quella satellitare è poi la possibilità di segmentare l’offerta su base regionale o locale, da un lato per quanto riguarda i programmi e dall’altro nell’ottica di servizi specifici. Nel primo caso la diffusione del sistema Dtt equivale a una grande opportunità per le emittenti locali, che possono disporre di un’ampia capacità sulla rete ad esse riservata per legge, e che di conseguenza possono raggiungere un pubblico maggiore rispetto a quello accessibile con l’odierna tecnologia analogica. Per quanto riguarda poi i servizi locali, alcuni scenari futuribili prevedono interazione con la pubblica amministrazione locale, home shopping e informazioni dettagliate su iniziative specifiche dell’area di residenza. Benché molte di queste opportunità siano ancora progetti sulla carta, una buona percentuale di essi hanno buone probabilità di tramutarsi in realtà a breve termine.

Il sistema di trasmissione digitale consente infine, come vedremo tra poco, di moltiplicare il numero di programmi televisivi diffondibili a parità di banda rispetto alle attuali tecniche analogiche. In particolar modo su di un singolo canale radio possono essere convogliate fino a 6 diverse programmazioni, portando il numero massimo teorico di emittenti a più di cento per ogni singolo utente (suddivise tra emittenti nazionali, regionali e locali).

Se questo ampliamento può oggettivamente apparire sovradimensionato in relazione all’attuale (e probabilmente prossima) offerta gratuita, esso mostra le sue reali potenzialità se confrontato con la gamma di canali satellitari, ipotizzando quindi la futura convivenza sulla medesima piattaforma Dtt di programmi gratuiti e di servizi di Pay Tv o Pay per view.


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