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Frequenze e tecnica di trasmissione

Scritto da Simone Zanardi

Sulla soglia di un cambiamento così radicale per il sistema di radiodiffusione televisiva nazionale, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha elaborato un piano per la riorganizzazione delle frequenze di trasmissione della futura Tv digitale terrestre, stabilendo inoltre i principali parametri tecnici delle reti che dovranno supportare tale struttura.

Il Piano Nazionale per l’assegnazione delle Frequenze (Pnf) ha dovuto innanzitutto tenere in considerazione alcuni importanti aspetti legislativi che impongono regole precise sulla localizzazione comune degli impianti di trasmissione, sulla riserva di parte delle frequenze (un terzo, per la precisione) alle emittenti di carattere locale, e sulla copertura, a regime, di almeno l‘80% del territorio nazionale, compresi tutti i capoluoghi di provincia.

Il Piano Nazionale definisce l’organizzazione a un primo livello, quello appunto nazionale e regionale, e sarà seguito da un’azione di secondo livello mirata al riordino delle frequenze per i programmi provinciali o locali.

Il Pnf assegna alla radiodiffusione televisiva digitale terrestre tre bande già in uso per il servizio analogico e appartenenti alla sezione Vhf (Very High Frequency) e Uhf (Ultra High Frequency) dello spettro. In particolar modo sono state designate le gamme Vhf-III (da 174 a 223 MHz), Uhf-IV e Uhf-V (da 470 a 854 MHz).

A livello di canalizzazione, ovvero di suddivisione della banda a disposizione per le singole trasmissioni, si è deciso di uniformare la banda Vhf-III agli standard Uhf, costituendo in pratica un totale di 54 canali con un’ampiezza di 8 MHz l’uno, 6 sulla sezione Vhf e 48 sulla Uhf. Da questi 54 canali sono poi state pianificate 18 reti di trasmissione, dal momento che la struttura 3-Sfn (Single Frequency Network) della rete nazionale prevede l’impiego di 3 diverse frequenze per ogni rete di trasmissione. 12 reti sono state riservate alle emittenti nazionali e le rimanenti 6 alla programmazione regionale (6 per ogni regione).

Fin qui la teoria: in Italia però le frequenze designate dal Pnf sono in gran parte già occupate da trasmissioni televisive analogiche, che tutelando i loro diritti non sono inclini ad essere “spostate” verso altre frequenze senza precise garanzie.
I 54 canali da 8 MHz (16 in banda Vhf e 48 in banda Uhf) alocati dal Piano Nazionale di assegnazion e delle Frequenze per la trasmissione dei programmi di televisione digitale terrestre. All’intero di ogni canale possono essere multiplexati fino a 6 programmi.
Per risolvere questo problema rispettando al contempo il termine designato per lo switch-off delle trasmissioni analogiche (31 dicembre 2006), si è quindi deciso di operare un adeguamento al Pnf secondo il cosiddetto metodo a macchia di leopardo, inizializzando cioè le prime trasmissioni digitali laddove le frequenze di trasmissioni sono da subito disponibili.

Si configura così un periodo di transizione nel quale di fatto si utilizzerà un network Mfn (Multi Frequency Network), che dovrà comunque essere gradualmente adeguato al progetto originale del Pnf entro la fase di switch-off. Per quanto concerne le tecniche di trasmissione, il Pnf delinea un sistema di modulazione 64-Qam (Quadrature Amplitude Modulation 64, modulazione di ampiezza in quadratura a 64 livelli), abbinata a una multiplazione Ofdm (Orthogonal Frequency Division Multiplexing) a 8.000 sotto-portanti.

Al di là dei dettagli di trasmissione numerica che esulano dagli scopi di questo articolo, è importante notare come questo tipo di modulazione permetta di ottenere una capacità trasmissiva di quasi 20 Mbps, corrispondenti 4-6 diversi programmi con qualità Sdtv veicolati sul medesimo canale. Il tutto si traduce quindi in un numero di programmi televisivi nazionali pari a un massimo di 72 (6 programmi per 12 canali) con 36 programmazioni regionali (6 programmi x 6 canali).

Anche in questo caso l’applicazione della teoria alla situazione contingente ha richiesto un adeguamento, seppur provvisorio, delle specifiche emanate: come peraltro già avvenuto in Inghilterra, il piano consente infatti, per la fase di transizione, di avvalersi anche della modulazione 16-Qam, che presenta una maggiore robustezza nei confronti di disturbi causati o da situazioni ambientali particolari o da impianti riceventi difettosi.

D’altro canto la tecnica 16-Qam abbassa la capacità di canale a 13,2 Mbps, corrispondenti a 3-4 programmi Sdtv per rete (48 programmazioni nazionali e 24 locali per regione).


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