Oxfam e Od2, download musicale per beneficenza
On demand distribution e il noto ente benefico britannico danno all’audio on line un carattere equo e solidale. Scaricando a prezzi stracciati brani e selezioni di alcuni fra i migliori artisti pop, si potrà contribuire a progetti non profitCom’è normale che sia, la solidarietà e le raccolte di fondi si spostano in ondate migratorie raggiungendo i luoghi in cui le persone circolano numerose e i quattrini non mancano. Altrettanto comprensibilmente, la britannica Oxfam - associazione non profit tra le più popolari del mondo - ha quindi deciso di provare a sondare anche la generosità del popolo connesso che usa la Rete per ascoltare e scaricare musica. Ha così fondato un sito dagli scopi ben precisi e dal contenuto assolutamente attuale.
| Musica, file sharing e denaro |
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I prezzi delle canzoni in catalogo variano dai 75 ai 99 penny (poco più di un euro o poco meno di un euro e mezzo) per brano, con la possibilità di pagare anche un 1 penny soltanto per un singolo ascolto in streaming. Un decimo del valore di ogni download finisce dritto nelle casse dell’Oxfam e i denari raccolti verranno impiegati per finanziare le iniziative sociali dell’organizzazione, che si occupa di povertà e fame nel mondo ed è tra le più attive negli aiuti ai paesi in via di sviluppo.
Questa di Oxfam è di fatto la prima volta che il fenomeno Itunes svaria in un settore decentrato rispetto alla tecnologia e finisce anche per avere effetti benefici sulla cosiddetta “società civile”.
La piattaforma tecnologica che consente al servizio di distribuire i suoi brani in tutta Europa (nonostante i prezzi in sterline) è stata progettata e realizzata dal provider di Peter Gabriel Od2. On demand distribution è infatti uno tra i più fortunati specialisti del ramo e nel corso degli ultimi tempi ha servito anche i sistemi omologhi di Coca-Cola, Tiscali, Virgin e Msn, tanto per citare i più conosciuti.
Celebre per i suoi negozi di abiti usati, dischi e chincaglieria varia da cui trae il grosso della sua beneficenza, l’ente benefico inglese non è nuovo a progetti a forte connotazione tecnologica. Tempo addietro fece un certo scalpore il suo programma di raccolta di telefoni cellulari usati da rivendere o riutilizzare nei paesi economicamente svantaggiati.




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