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Tiscali frena il p2p dal satellite

Scritto da Giulio Boresa

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Dal 15 giugno la velocità di connessione Tiscali Sat sarà ridotta via via che si raggiunge una certa quota di dati trasferiti. “Lo facciamo per ostacolare chi ha fatto un uso anomalo del collegamento per il peer-to-peer o l’ftp”, spiegano i dirigenti del provider
Tiscali ci ha pensato su per qualche mese e in queste settimane ha deciso: dal 15 giugno guerra a chi fa P2p con la connessione satellitare Tiscali Sat, bidirezionale. Scatterà un sistema di soglie: la velocità massima raggiungibile sarà ridotta mano a mano che l’utente supera una certa quota di dati trasferiti. Ed è una nuova brutta notizia per chi, non coperto da servizi Adsl, vedeva in Tiscali Sat una speranza, una possibile alternativa senza compromessi.

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La velocità massima di partenza è 400/128 Kbps e 500/128 Kbps, per i profili Premium e Lan dell’offerta, che costano rispettivamente 96 e 199 euro al mese Iva inclusa (più 1.600 euro una tantum per l’attivazione e l’installazione degli apparati, tra cui una parabola speciale).
La velocità massima raggiungibile dall’utente è però ridotta a 128/24 Kbps, dopo il primo Gigabyte e mezzo o i primi tre Gigabyte trasferiti nel corso del mese, con i piani Premium o Lan rispettivamente. Il gradino più basso, dopo un ulteriore Gigabyte e mezzo o tre Gygabyte di traffico trasferiti, è la velocità di 64/16 Kbps.
Peggio che con un Isdn, la cui velocità è 64 Kbps garantiti in entrambe le direzioni, con latenze molto migliori rispetto a quelle data da una connessione satellitare.

Il tutto suona come una punizione o, dal punto di vista del provider, come una tattica per mettere i bastoni tra le ruote a chi “ha fatto un uso anomalo della connessione, a forza di P2p o Ftp esagerato”, ha detto Saverio Castelletti, direttore marketing business di Tiscali Italia. “Ossia circa l’uno-due per cento dei nostri utenti. Solo loro superano di regola queste soglie di traffico. Tutti gli altri trarranno profitto dalla novità: andranno più veloci”. Così come avviene con l’Adsl terrestre, la banda disponibile con l’offerta di Tiscali è infatti condivisa da tutti gli utenti.

Era però monopolizzata da quei pochi che adesso saranno tenuti a bada dalle nuove regole. Ma la decisione presa da Tiscali è un tassello di un quadro più grande; è parte di un fenomeno nato negli ultimi mesi nel mercato italiano del broadband: “Mentre il costo delle Adsl, per i provider, continua a diminuire, cresce quello del satellite”. La ragione è che “ogni dieci anni il carburante del satellite in orbita va sostituito e bisogna ripetere il lancio. Invece, un nuovo doppino cablato o una centrale abilitata all’Adsl possono funzionare per decenni a costi prossimi allo zero per l’operatore. La spesa iniziale può essere quindi ammortizzata con più facilità”.

Per questo motivo, “la connessione satellitare non può essere considerata una vera alternativa all’Adsl. È necessario porre limiti sul traffico fatto dagli utenti”. In effetti è quello che anche alcuni provider Adsl facevano fino all’anno scorso, prima che lo sviluppo del mercato concedesse loro migliori margini e la possibilità di aumentare la quota di banda destinata a ciascun utente. C’è anche da considerare, inoltre, che il canone di Tiscali Sat è di fascia bassa, rispetto a quello delle altre offerte satellitari flat rate e bidirezionali presenti sul mercato (si vedano per esempio i listini di Aconet e Noicom).

“In futuro potremmo infatti lanciare un’offerta satellitare senza questi limiti, ma con un canone più alto”, dice Castelletti. Cresce quindi il fardello da sopportare per chi non è coperto dai servizi Adsl e ha fame di download veloci illimitati (flat rate), ma non è disposto a spendere dai duecento euro in su ogni mese per una connessione di alto livello. I 96 euro di canone, di Tiscali Sat Premium, non bastano più per avere un surrogato di Adsl.

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