Brasile, si diffondono i software “aperti” grazie al governo
SAN PAOLO, Brasile (Reuters) - Il programma di informatizzazione del Brasile sta diventando realtà sotto l’impulso del governo che dice di voler diffondere le nuove tecnologie nelle case dei cittadini senza dover pagare gli onerosi diritti d’autore imposti dai giganti del software.“Aver optato per il software libero non ci ripaga solamente dei costi di accesso alle nuove tecnologie. Quella scelta riguarda anche la nostra politica di gestione e sviluppo della conoscenza”, ha detto Sergio Amadeu presidente dell’Instituto Nacional de Tecnologia da Informação (ITI) del governo brasiliano che si sta occupando di rimpiazzare nei computer federali i software coperti da copyright con quelli a ‘codice aperto’ come Linux.
Secondo i dati comunicati la scorsa settimana al Ciab, la fiera del commercio, della finanza e della tecnologia, il sistema operativo Linux, stella della comunità open software, è già stato adottato da grandi aziende brasiliane, tra cui il 42% delle 160 banche con sede nel paese.
“Per la prima volta stiamo sconfiggendo il loro dominio nel settore della tecnologia”, ha detto Amadeu riferendosi alle grandi compagnie come la Microsoft Corp.
Il settore pubblico risparmia per ogni 10 computer 8.000 reais (2.555 dollari) passando dai software di proprietà a quelli cosiddetti liberi come il sistema operativo Linux o Open Office, pacchetto simile in tutto e per tutto all’omonimo di casa Microsoft. L’amministrazione federale, possiede 300mila computer.




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