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Google, trionfi e preoccupazioni

Scritto da Luigi Gavazzi

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Alcune nuvole sul futuro del motore di ricerca preferito del Web: fragile il predominio, mentre i link sponsorizzati sembrano avere meno successo del previsto presso gli utenti. Intanto però Msn non scopre ancora le carte e Yahoo! non riesce a colmare il gap
In attesa che la strategia/tecnologia anti-Google di Microsoft assuma contorni più chiari, l’azienda che è diventata per antonomasia la ricerca in Rete, sembra per ora mantenere saldamente la posizione dominante.

Almeno secondo i dati più recenti rilevati da varie ricerche. Per esempio, secondo OneStat, la quota di Google nell’utilizzo dei motori di ricerca è del 56,4%, leggermente in crescita rispetto a novembre 2003 (56,1%) e aumentata di quasi un punto rispetto a un anno fa (55,2%).

Quote di utilizzo dei maggiori motori di ricerca nel mondo (maggio 2004)


Super motori
» Il meglio sulla ricerca
1. Google 56.4%
2. Yahoo 21.1
3. MSN Search 9.2%
4. AOL Search 3.8%
5. Terra Lycos 2.0
6. Altavista 1.7%
7. Ask Jeeves 1.7%
Fonte: OneStat

Si contraggono leggermente invece le quote di Yahoo! (- 0,6%) e di Msn (-0,4) rispetto a un anno fa. Per ora dunque, gli sforzi di Yahoo non sembrano dare risultati sostanziali nel sottrarre utenti a Google, mentre per quanto riguarda Microsoft, inchiodata sotto il 10%, si tratta di aspettare.

Proprio negli ultimi giorni di maggio infatti hanno ripreso a circolare informazioni relative alla strategia di Redmond in questo ambito. Nel corso dell’Internet Conference di Goldman Sachs a Las Vegas, Yusuf Mehdi, responsabile di Msn, è ritornato sui propositi dell’azienda, più che sul concreto delle tecnologie. In linea generale, come si sapeva, l’idea di Microsoft è quella di avere un unica interfaccia di ricerca per la Rete, e i file sul pc, e-mail comprese. Una prima visione di questa tecnologia, almeno in beta, è stata promessa a breve (non meglio precisato il breve). Mentre in Microsoft assicurano che la versione definitiva sarà disponibile entro un anno. Comunque prima di Longhorn o come si chiamerà la prossima versione di Windows.
Strumento con il quale Microsoft conta comunque di “imporre” al mercato la sua “ricerca”, contando sulla diffusione del sistema operativo e sperando nella presunta comodità di avere nell’ambiente operativo del computer un accesso unico alle funzioni di search, locali e globali.

A parte queste indicazioni di massima già note, Mehdi ha aggiunto che Msn sta lavorando molto sulla “personalizzazione” dell’attività di ricerca dell’utente, attraverso funzioni che riconoscano il navigatore e che gli propongano pagine personalizzate.

Nel frattempo, se è vero che Google può sentirsi abbastanza tranquilla nella posizione di leadership, in questo periodo di quotazione in borsa - da più parti giungono segnali che inducono a non esagerare con l’ottimismo.
In termini generali, ogni leadership in questo mercato appare fragile. Come ha ricordato l’Economist a fine aprile in un articolo non a caso intitolato “La debolezza di Google”, le ridotte barriere all’ingresso nel mercato del search rendono strutturalmente vulnerabile la posizione di Google. A differenza, per esempio, di quella di Ebay, leader nel segmento delle aste on line, dove giocano gli “effetti rete” (i “network effect” rendono il valore di un servizio per un cliente/utente dipendente dal numero di utenti che già lo utilizzano), effetti che non si applicano al mercato delle ricerche.

E, come si dice da tempo, Yahoo e Msn sono in agguato e nei prossimi mesi potrebbero cambiare molte cose.

Più nello specifico, poi, alcune più recenti ricerche “qualitative” segnalano comportamenti preoccupanti per i fondatori Sergey Brin e Larry Page e per il Ceo Eric Shmidt che guida l’azienda nelle acque agitate di questo mercato.

Una ricerca di Vividence (condotta su 2000 utenti) ha per esempio sottolineato come sul fronte della fedeltà da parte degli utenti e dell’efficacia d’uso del search, Google non abbia rivali: l‘89% degli interpellati ha dichiarato di ricavare un’esperienza soddisfacente dall’impiego del motore, seguono Yahoo! con il 68%, Ask Jeeves 50%, Lycos 48% e Msn 41%.
E tuttavia pare che questo successo sia più dovuto alla popolarità del marchio e alla presentazione semplice ed efficace che ai risultati veri e propri delle ricerche: che, a un esame obiettivo, non sono apparsi significativamente dissimili rispetto agli altri motori coinvolti. Quindi, dicono in Vividence, è più una questione di percezione da parte dell’utente che di reale differenza nella qualità, a determinare il vantaggio di Google. Il che porta anche alla conclusione (che è una conferma di quanto molti osservatori dicono da tempo) che un intervento accurato sull’interfaccia di presentazione e una adeguata offensiva di comunicazione da parte dei concorrenti potrebbe minare il predominio di Google

I link sponsorizzati di Google piacciono meno
iProspect invece ha seguito i comportamenti di ricerca di 1.649 persone: il 72,3% degli utenti di Google sceglie come risultato più rilevante quello di una ricerca libera (cioè non a pagamento, i “collegamenti sponsorizzati” di Google). Il rapporto si ribalta nel caso di Msn: il 71% degli utenti hanno individuato come risultato più rilevante quello proveniente dalla pubblicità (cosiddetti siti sponsorizzati).

Apparentemente, dunque, comprare pubblicità su Google non dà molte garanzie di visita ai siti sponsorizzati.

I ricercatori di iProspect traggono comunque indicazioni incoraggianti per Google: se si pensa che il 95% del fatturato di Google arriva dalla pubblicità inserita accanto ai risultati della ricerca e meno del 30% degli utenti sceglie di puntare su queste proposte, di quanto potrà crescere il business di Google se quest’ultima riuscisse a spingere più persone a cliccare sui link sponsorizzati? Inoltre, iProspect avanza il dubbio che nel “successo” dei link sponsorizzati di Msn ci sia in realtà lo zampino della confusione indotta negli utenti che fanno fatica a distinguere fra i due tipi di risultati.

Anche Vividence, nella sua ricerca, sottolinea le difficoltà del Google nell’attività pubblicitaria. Nell’indice specifico (che comprende indicatori significativi per il successo dell’advertising, come i tassi di click sui link sponsorizzati e il tempo trascorso sui siti delle aziende che hanno comprato la pubblicità) Google arriva dietro Ask jeeves, Lycos, Msn e Yahoo!.
Forse, ha dichiarato il Ceo di Vividence a News.com, il fatto che le pubblicità siano in Google così bene segnalate e differenziate dai risultati “puliti”, porta a queste difficoltà. E ciò potrebbe indurre l’azienda a modificare tale politica, visto che la capacità dei concorrenti di soddisfare maggiormente gli inserzionisti potrebbe abbinarsi a una ridotta forza di attrazione del marchio Google, una volta che Msn e Yahoo! riescono a colmare il divario in fatto di fedeltà al marchio e di presentazione dei risultati.

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