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Tool antispam

Scritto da Cade Metz

Certo, molti dei client e dei servizi di e-mail, compresi Yahoo! Mail, Hotmail e Outlook 2003, integrano un sistema di protezione contro lo spam. E alcuni di essi (quello di Hotmail, ad esempio) vantano funzionalità interne valide almeno quanto quelle di alcuni software specializzati.

Ma che cosa possiamo fare se il nostro client non è dotato di un filtro antispam efficiente? Visto che il prossimo anno lo spam probabilmente supererà il 70% del traffico globale di e-mail, è necessario ricorrere a strumenti dedicati per risolvere questo problema.

In queste pagine trovate la recensione di 11 tool antispam, 8 dei quali sfruttano tecniche sofisticate per separare lo spam dalla posta legittima, basandosi sul fatto che, tipicamente, la posta indesiderata ha un aspetto piuttosto differente da quello della corrispondenza normale. Questi 8 programmi sono stati messi alla prova (i test sono stati condotti nei laboratori Ziff-Davis) usando un account di e-mail che riceve regolarmente corrispondenza dai lettori delle riviste Ziff-Davis oltre a parecchio spam. Distribuendo la posta del medesimo account su otto utenti identici è stato possibile valutare il comportamento dei software esattamente con gli stessi messaggi di posta.

Alcuni applicativi consentono di addestrare i propri filtri, perciò abbiamo speso per questo compito alcuni giorni identificando che cosa fosse o non fosse spam tra alcune centinaia di messaggi in entrata, poi abbiamo atteso l’arrivo di circa 500 nuove e-mail. Ciascun programma ha valutato gli stessi messaggi degli altri, il che ci ha consentito di misurare e confrontare come in vari pacchetti distinguessero i messaggi tra posta valida e quella considerata spam. Si noti comunque che abbiamo proceduto nella valutazione dell’efficienza nel riconoscere lo spam senza l’aiuto di whitelist, blacklist o tecniche di challenge/response.

I risultati dei test sono riportati in tabella, dove alla colonna Riconoscimenti falliti è riportata la percentuale di posta indesiderata che non è stata intercettata, mentre alla voce Falsi positivi si trova la percentuale di posta regolare riconosciuta in modo errato come indesiderata, un problema anche peggiore dello spam che arriva indisturbato nella casella di posta.

Gli altri tre software esaminati si basano sulle whitelist, ovvero sfruttano liste dei mittenti dai quali si desidera ricevere messaggi, liste che vengono poi usate come riferimento principale per filtrare l’e-mail in arrivo. Un messaggio proveniente da un mittente presente nella whitelist viene inserito direttamente nella casella della posta in arrivo; in caso contrario il mittente viene “sfidato” (challenged) con un messaggio di risposta per verificare che si tratti effettivamente di un mittente legittimo e non di un sistema automatico di spam. Se la risposta è corretta il messaggio viene lasciato passare, altrimenti viene bloccato.

Non ha senso verificare i software basati su whitelist con il sistema di test utilizzato per gli altri prodotti, poiché si sa già che cosa verrà bloccato o meno. Le differenze tra i tool di questo tipo emergono nell’efficienza con cui costruiscono le proprie liste di mittenti autorizzati e quanto è semplice per l’utente verificare i messaggi importanti arrivati da indirizzi inattesi.


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