Microsoft lab a raccolta per cambiare la ricerca (e non solo)
Quali siano i progetti per l’immediato futuro dell’azienda del sistema Windows lo si scopre dando un’occhiata a quanto scaturito dallo scontro di cervelli in scena nel corso di un recente rendezvous. Pochi ma tosti i nemici da battereDa San Francisco a Mountain View, da Redmond a Cambridge e fino alla filiale cinese di Pechino, le attività di ricerca con cui Microsoft scandisce il ritmo delle sue innovazioni tecnologiche continuano a produrre idee e progetti. Nei laboratori entra ed esce un po’ di tutto, con gli studi sulla modellazione dei servizi Web che convivono con le iniziative di lotta allo spamming o con le tecnologie per migliorare le ricerche on line.
Di norma, ognuno dei lab lavora in maniera autonoma dagli altri e la condivisione dei loro saperi avviene solo di tanto in tanto. Di recente, per esempio, il centro situato in California, quello di Redmond che sta proprio accanto ai quartieri generali del gruppo e il campus di Mountain View si sono organizzati in un rendezvous per mettere a confronto le ultime novità elaborate.
| Spam, antispam e dintorni |
| » Tutti gli articoli |
Senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, allo studio c’è la realizzazione di una sorta di mappatura della Rete da dare in pasto agli spider automatici dei motori di ricerca che ne scandagliano continuamente gli intrecci, così che possano ottimizzare il loro lavoro a tutto vantaggio della rapidità nella fornitura delle risposte.
Nello stesso laboratorio si lavora da tempo anche a un algoritmo per il servizio Map Point.Net destinato a migliorare radicalmente il modo in cui le mappe online si costruiscono e possono essere utilizzate.
| Super motori |
| » Il meglio sulla ricerca |
Al lab di Mountain View, nel cuore della Silicon Valley, si lavora invece sul linguaggio naturale, con l’obiettivo dichiarato di estendere le funzionalità di riconoscimento introdotte per la prima volta in Word ‘97, e sulle tecniche di traduzione automatica.
Per certi versi assimilabile a quest’ultimo c’è poi Mindnet, progetto assai ambizioso per costruire sulla base del Web una serie di altri network semantici più specializzati. Trasversale a tutti i laboratori, ma particolarmente interessante per quella divisione Hotmail che ha la sua base nella valle del silicio, è la ricerca tesa alla lotta allo spam. Il problema, com’è noto, sta diventando sempre più allarmante e necessita un intervento forte e radicale.
Secondo le rilevazioni più recenti, il 23% di quanti utilizzano abitualmente la posta elettronica dichiara di aver ridotto l’uso dell’e-mail perché esasperato dalla quantità di posta spazzatura che si ritrova nella casella.




Ancora nessun commento.