Nanotech con prudenza
Dispositivi elettronici di dimensioni molecolari, nanotubi al carbonio per la medicina e nanoparticelle assorbi-inquinamento per ripulire terreni contaminati. Sono solo alcune delle applicazione future delle nanotecnologie, che promettono vantaggi e rivoluzioni ma sollevano anche alcuni dubbi.
Quale sarà il loro impatto sull’ambiente? E sulla salute umana? Come cambieranno le economie? Quali saranno le sfide per passare dal laboratorio al prodotto commerciale? Il governo statunitense vuole rispondere a queste domande coinvolgendo anche i cittadini per evitare di ripetere gli errori fatti in passato con gli ogm: sminuire i timori dell’opinione pubblica e sottovalutare i rischi.
Il mensile Physics Today porta come esempio la National nanotechnology initiative, che oltre alla ricerca di base svolge indagini sulle implicazioni etiche e ambientali delle nanotecnologie prima che diventino parte integrante della società: l‘11 per cento dei 961 milioni di dollari del budget è per la ricerca sull’ambiente e sulla salute. E la cosa sembra funzionare. Dalle prime analisi è stato rilevato un potenziale pericolo ecologico nel rilascio di alcuni composti nanotech tossici che tendono ad accumularsi nei tessuti dei pesci.
Ma i ricercatori sostengono di aver già trovato il modo per prevenire il danno.




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