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Sónar 2004
SónarComplex il palco dedicato alle proposte più d’avanguardia situato in una delle sale del Macba, il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona. Musica, Dj e computer possono stare, a buon diritto, accanto a un Picasso.
Al Sónar c’è chi balla e si diverte ma anche chi lavora. Ecco un addetto al backstage del palco del SónarComplex. Per la musica e l’arte digitale si possono anche passare tre giorni seduti su una rigida cassa di metallo.
Il flusso di gente che ha affollato le diverse aree del Sónar visto dalle finestre del Macba, il Museo di Arte Contemporanea di Barcellona disegnato da Richar Meier.
Piccoli problemi di vicinato per il Sónar: non tutti gli abitanti del Barrio del Raval, tra i più antichi quartieri di Barcellona, apprezzano la musica elettronica. Ma non si vive di solo Flamenco.
SónarLab: è quasi tutto pronto per lo spettacolo, manca solo da infilare le ultime spine nel computer.
En Guerra: la mostra dedicata al tema della guerra, della pace e del terrorismo organizzata al
CCCB in collaborazione tra Sonar2004 e Forum di Barcellona 2004.
Pur di avere la propria foto nel mosaico di volti raccolti al Sonar un’intervista non si nega a nessuno.
Guerra o Terrosismo? Questo progetto digitale propone immagini dei più recenti conflitti e ci chiede, ogni volta, di decidere se si tratta di guerra o di terrorismo. Non è un quiz, perché secondo i curatori la risposta esatta dipende dalle convinzioni di ognuno di noi.
Sónar à la carta: prima ancora di parlare dei progetti presentati conviene prestare attenzione alle poltrone ultra ergonomiche allestite dall’organizzazione. Tanto comode da non volerle lasciare più, ma è meglio che il capufficio non lo sappia.
Sónar à la carta: forse avere un case in mezzo alle ginocchia può far sorgere qualche dubbio, ma per l’arte digitale si supera ogni imbarazzo.
Augmented Square: 4 cartoncini, una webcam collegata all’hard disk e una infinità di possibili relazioni nello spazio virtuale.
Romanticismo è anche provare insieme l’ebbrezza di Sonic Wire Sculptor, progetto di Amit Pitanu
Lo schermo di Discomus invita a non fumare con le cinture allacciate. Intanto altri visitatori si cimentano con i progetti di Sónar à la Carta.
L’ufficio passaporti dello stato di
NSK. Lampadina stile
KGB, macchina da scrivere e cassa di metallo ai piedi, non manca proprio nulla.
I computer destinati alla creazione di nuovi microstati sul sito Nationstates.net erano ben nascosti nella Capella dels Àngels per garantire il giusto clima da carboneria del nuovo millennio.
Per vivere nello stato di Evrugo dovete liberarvi di tutto: ecco due aspiranti cittadini dello stato mentale di Evrugo nell’elaborazione al computer dell’immagine scattata dall’artista catalano Evru.
Un dettaglio delle ergonomiche poltrone allestite per la visione dei progetti di Sónar à la Carta.
Sónarama, lo spazio per le performance allestito al Centro de Arte di Santa Monica, nel cuore della Rambla.
C’è anche qualche proposta decisamente provocatoria nel programma di Sónarama. Ma poi tutto si è risolto in un divertente spettacolo di Vjing.
La pagina di apertura dedicata alla raccolta di progetti Web ‘Arquitectura Artificial’ di Fredy Massad e Alicia Guerrero Yeste
Uno dei progetti presentati da Plagiarist.org e Amy Alexander
Uno dei molti Dj set pomeridiani nell’area del SonarLab all’interno dell’area del
CCCB: infermierine alla console per continuare a ballare.
Sotto l’occhio dei padri fondatori del movimento delle micronazioni, una visitatrice del Sónar cerca il suo stato ideale dove emigrare.
Bandierine diplomatiche, moduli in 4 lingue e passaporto semi-autentico: è l’ufficio immigrazione di State Of Sabotage, del gruppo creativo austriaco Sabotage Communication.
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