Su Internet, fra spie buone e cattivi spioni
In costante crescita la minaccia in arrivo dai malware e, nel dettaglio, dagli spyware, applicazioni in grado di monitorare quel che facciamo, scriviamo, visitiamo tutte le volte che stiamo in Rete. A fini più o meno (dis)onestiTra i tanti, troppi programmi “malvagi” (malware, all’americana) che si annidano nei nostri computer alcuni sono a torto considerati meno pericolosi di altri. Tra questi, una minaccia sottovalutata è quella dello spyware: piccole applicazioni che sempre più spesso vengono annegate nel codice dei programmi gratuiti che si scaricano da Internet e osservano silenziosamente quello che facciamo al computer, i siti che visitiamo, i programmi che installiamo.
Queste informazioni vengono poi riferite all’esterno, a società di marketing che studiando il nostro comportamento on line capiscono che tipi siamo e provvederanno a bombardarci di pubblicità non richiesta ma sospettosamente aderente ai nostri consumi abituali.
Si tratta di un’inaccettabile intrusione nella nostra privacy, incompatibile con le norme italiane ed europee sul rispetto della riservatezza personale ma ahinoi tollerata dalle leggi americane, le uniche che contano davvero quando si tratta di Internet.
| Sicurezza e antivirus |
| » Aiuto! proteggete il mio computer |
Proprio in questi giorni una ricerca di Earthlink ha raggiunto conclusioni sconcertanti: nel mondo un computer su tre è letteralmente infestato di spyware, in media ci sono ben 27 programmi spioni su ogni macchina infettata. Senza contare che oltre allo spyware legale c’è anche una micidiale categoria di pesti elettroniche, i cosiddetti “monitor”, che registrano letteralmente tutto quello che facciamo sul Pc, in particolare le email che mandiamo e riceviamo e quello che battiamo sulla tastiera, numeri della carta di credito inclusa. Ovvio che questi programmi sono criminali e illegali ovunque, anche negli Usa, anche perché i dati così raccolti vengono usati da autentici delinquenti che se ne appropriano per ogni sorta di truffe: si chiama “furto dell’identità digitale” e lo scorso anno ha causato a banche e consumatori americani danni per 2 miliardi e 400 milioni di dollari.
Una situazione non più tollerabile, tanto che la protesta ha sortito finalmente qualche effetto anche oltreoceano. Nei giorni scorsi due commissioni governative statunitensi hanno approvato all’unanimità una proposta di legge che regolamenterà almeno lo spyware legale (per quello criminale non c’è regola che tenga, l’unica difesa può venire dalla magistratura e dalla polizia).
La legge prevede che si potrà continuare a usare i programmi spia, ma solo se si avvisa correttamente l’utente che quello che sta installando contiene spyware e se vengono forniti adeguati strumenti software per rimuovere facilmente queste pestifere applicazioni.
In attesa che il giro di vite americano faccia sentire i suoi benefici effetti anche da noi, è opportuno proteggersi contro lo spyware, legale o criminale che sia. Un buon antivirus commerciale combatte anche questa minaccia, ma per dormire sonni tranquilli, oltre a ricordarsi le consuete precauzioni quando si naviga e installare sempre le patch di sicurezza di windows si possono usare programmi specifici. Tra i più diffusi, segnaliamo Spybot e Adware, che sono gratuiti e particolarmente efficaci.




Ancora nessun commento.