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Ultra wide band, la banda è sempre più larga

Scritto da Tommaso Pericle

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Motorola si appresta a lanciare una nuova generazione di dispositivi per l’entertainment casalingo caratterizzati da un equipaggiamento Wi-fi di gran lunga più veloce di quanto è attualmente in commercio. Con una lunga storia di polemiche alle spalle
L’idea di collegare tra loro, via radio, tutti gli apparecchi elettronici di casa (televisori, cellulari, palmari, stereo, telecamere eccetera) non è nuova; in questo modo, un film in formato Dvix registrato sull’hard disk del Pc in studio può finire direttamente sul televisore in salotto, oppure una canzone trasmessa alla radio può trasformarsi in una suoneria trendy per il telefonino, senza trasformare la casa in una jungla di fili.
Quello che è rivoluzionario è la proposta di Motorola, che nelle prossime settimane lancerà una serie di apparecchi elettronici per l’entertainment domestico con a bordo una rete senza fili molto, ma molto più veloce del “solito” Wi-Fi. Si tratta della tecnologia Uwb (Ultra Wideband), che significa letteralmente “banda ultralarga” e permette (almeno sulla carta) di raggiungere velocità stratosferiche, dell’ordine del gigabit al secondo, sia pure nel raggio di una decina di metri al massimo.
Una rapidità tale da permettere il trasferimento di un intero Dvd da un apparecchio all’altro in una manciata di secondi. Il che è una vera manna per le applicazioni casalinghe, dove a essere spostati normalmente sono musica e film, che sono estremamente ingombranti: quel che manca cioè al Wi-Fi, che ha un raggio d’azione più vasto ma al momento non supera i 54 gigabit al secondo.
L’Uwb sfrutta lo spettro radio in un modo singolare: invece che riservarsene una piccola parte e trasmettervi continuamente, come fa Wi-Fi, spara brevissime “esplosioni” di informazioni in un ampio raggio di frequenze. Una tecnica che per lungo tempo ne ha frenato lo sviluppo commerciale, dal momento che bisognava risolvere il problema delle interferenze radio.

Senza fili
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Un gigabit entro 12 mesi
Motorola, attraverso la sua divisione produttrice di chip, Freescale, rompe dunque gli indugi e ha dimostrato pubblicamente il collegamento tra una console di videogiochi e uno schermo televisivo al plasma, usando il chip Xtreme Spectrum che arriva alla velocità di 114 Mbps, il doppio secco del Wi-Fi. Dopo di che, ha fatto l’annuncio-choc: la prima ondata di dispositivi equipaggiati con la super-radio sarà in vendita prima della fine dell’anno. Anzi, i fabbricanti di apparecchi elettronici per le famiglie hanno già in mano una discreta quantità di chip Xtreme Spectrum.
Questo è solo l’inizio: ai 110 Mbps seguiranno chip da 220 e poi 440 Mbps, per poi arrivare - basterà un annetto - ai “mostri” da mille Mbps: un gigabit al secondo.

Motorola, perché tanta fretta?
L’ansia di Motorola per lanciare sul mercato la sua versione dell’ultra wideband quanto prima ha una ragione ben precisa: nel campo dell’Uwb, il gigante americano corre da solo, con la sua tecnologia Ds-Uwb (dove Ds sta per Direct sequence).
Dall’altra parte c’è praticamente tutto il resto del mondo: Texas Instruments, Intel, Mitsubishi, Hp, Sony, Panasonic, Philips, Samsung e tanti altri riuniti nel consorzio Mboa che hanno un’idea diversa e incompatibile dell’Uwb in salsa Motorola e appoggiano invece la tecnologia cosiddetta Mb-Ofdm (Multiband orthogonal frequency division multiplexing).
Mboa sta facendo pressione sull’Ieee perché la approvi come standard mondiale tagliando fuori il produttore nordamericano: ragion per cui quest’ultimo gioca d’anticipo e cerca di invadere i negozi prima che sia troppo tardi.
Anche se l’Ieee non sembra aver alcuna voglia di fare da arbitro nella partita Motorola-resto del mondo e tende un po’ a stare alla finestra a guardare quello che succede, senza per ora scegliere la tecnologia di nessuno dei due contendenti come base per l’ 802.15.3a, il futuro standard mondiale per l’Uwb.
L’atteggiamento dell’associazione ha innervosito non poco Intel, Texas, Hp e compagni, che già lo scorso febbraio hanno fatto sapere di essersi stufati di aspettare ordini dall’alto e sono passati all’azione, stabilendo da soli le specifiche del loro Uwb. Evidentemente Motorola aveva pensato la stessa cosa, ma non dovendo mettere d’accordo così tante teste è arrivata prima.
Ne vedremo dunque delle belle, con due standard per un a sola super-radio. Come succede in questi casi, sarà il mercato a decidere; certo che, per i primi acquirenti, il rischio di dotarsi di una tecnologia per poi vederla soccombere sotto i colpi dell’avversario c’è. Come è successo ai tempi dei videoregistratori, con il braccio di ferro tra il Vhs e l’ormai dimenticato Betamax.

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