Giappone, polemiche su tecnologia biometrica per anti-terrorismo
TOKYO (Reuters) - Il Giappone ha annunciato che renderà più severi i controlli sull’immigrazione, come misura di prevenzione antiterrorismo, puntando sulle tecnologie biometriche che stabiliscono dei parametri per ogni persona, dalle impronte digitali ai caratteri del volto.E’ quanto hanno annunciato oggi funzionari governativi, indicando una strada sulla quale già si sono mossi altri Paesi come gli Stati Uniti, che hanno iniziato a fotografare e prendere le impronte digitali della maggior parte dei visitatori in arrivo dall’estero, tra le misure di sicurezza dopo l11 Settembre 2001.
Il Giappone ha deciso di introdurre dal prossimo anno passaporti con chip contenenti le cosiddette informazioni biometriche, e sta valutando se utilizzare questi dati per monitorare i visitatori stranieri, hanno detto i funzionari.
Richieste di controlli più severi sono diventate pressanti da quando lo scorso mese è venuto alla luce l’ipotesi di un piano secondo il quale al Qaeda avrebbe tentato di costituire una propria rete in Giappone.
Tokyo non ha preso ancora decisioni temendo che controlli più stretti si riflettano negativamente sul turismo, ma nel frattempo gruppi per i diritti umani hanno criticato l’uso di dati biometrici, ritenuto una violazione ai diritti individuali.
“Con i dati biometrici si rischia di arrivare ad una società sotto sorveglianza”, ha detto Makoto Teranaka, segretario generale della divisone giapponese di Amnesty International.




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