Memorie Corsair e overclocking
Dopo diversi mesi di attenta lettura e ricerca ho deciso di aggiornare il mio computer. Finora ho utilizzato un sistema biprocessore Pentium III a 800 MHz e, avendo come hobby i montaggi video, ho deciso di creare una configurazione adatta a questo scopo. La scelta è caduta sui seguenti componenti: scheda madre Abit IC7 Max3, processore Pentium 4 a 2,6 GHz (800 MHz Fsb) con Hyper-Threading, dissipatore Spark 7+ di ThermalTake, alimentatore Dual Gold da 400 watt, scheda di acquisizione Pinnacle Pro-One, scheda grafica Point-of-view GeForce3 TI200 con 128 MByte di memoria video, il tutto montato in un case Supermicro 760A. Per le memorie ho optato per una coppia di moduli TwinX XMS4000 di Corsair, per un totale di 1 GByte. Intendo praticare l’overclocking del processore, possibilmente fino a raggiungere i 3,2 GHz, e alcuni dei componenti sono stati acquistati proprio per questo scopo. Tra questi, le memorie TwinX XMS4000 dovrebbero supportare senza problemi una frequenza operativa fino a 500 MHz. Completato l’assemblaggio del Pc, prima di passare all’overclocking ho eseguito una serie di test per accertarmi del corretto funzionamento e della piena compatibilità tra le varie componenti ma, dai benchmark (in particolare Cpu-Z), i moduli di memoria risultano essere PC3700 e le temporizzazioni sono impostate a 3-7-4-4 e non a 3-8-4-4 come riportato nella documentazione tecnica. La confezione in cui sono arrivate le memorie indica chiaramente la dicitura TwinX1024-4000 e anche sullo stesso modulo è riportata la scritta PC4000. A questo punto non sono più sicuro che mi siano state consegnate le memorie richieste.
Giovanni Cifola, via internet
Gli standard PC1600, PC2100, PC2700 e PC3200 sono stati formalizzati dal comitato Jedec (Joint electron device engineering council) che raggruppa i principali produttori di memorie. I moduli etichettati con queste sigle devono quindi conformarsi precisamente alle specifiche. Molti produttori, però, hanno immesso sul mercato memorie in grado di operare a velocità superiori rispetto a quanto richiesto dagli standard convenuti e, per rendere chiara questa possibilità all’utente, hanno iniziato ad apporre etichette con sigle quali PC3500, PC3700 e, più recentemente, PC4400. Sebbene rispettino il significato e lo spirito dei precedenti, queste tipologie di memorie non sono state formalizzate dal comitato Jedec ed è quindi impossibile garantire che, per esempio, Ddr PC3700 di due produttori diversi condividano le stesse caratteristiche e ancor meno le stesse prestazioni. Questi moduli vengono prodotti con un procedimento definito hand picking, ovvero a scelta individuale degli integrati: il produttore acquista grandi quantità di chip di memoria e li esamina singolarmente per verificare quali siano in grado di raggiungere velocità più elevate rispetto a quelle previste. Gli integrati che superano i test sono utilizzati per costruire i moduli PC3700 (o superiori), mentre gli altri sono impiegati per soluzioni di fascia più economica.
Per i motivi appena esposti, gli integrati di memoria presenti in un modulo PC4400, PC4000 o PC3700 sono identici a quelli utilizzati per la produzione dei moduli PC3200: la differenza è che questi ultimi tollerano in modo affidabile frequenze fino a 400 MHz, mentre i PC3700 sono testati fino a 467 MHz e i PC4000 fino a 500 MHz. Il lettore potrà quindi ottenere le prestazioni attese innalzando la frequenza operativa della memoria (applicando appunto l’overclocking).
Per conseguire i migliori risultati è consigliabile eseguire questa operazione mantenendo il collegamento tra il Fsb e il bus della memoria in un rapporto 1:1, ovvero sincrono. Questa scelta consente di minimizzare i tempi morti negli accessi tra processore e memorie. Le temporizzazioni per gli accessi alla memoria sono uno dei fattori che influenzano maggiormente le prestazioni di un personal computer: abbiamo più volte spiegato che un modulo capace di operare con un’alta velocità di clock può risultare nella pratica meno efficiente di un altro che, pur non raggiungendo le stesse frequenze, impone tempi di latenza inferiori. Le temporizzazioni vengono spesso riportate, per brevità, come una serie di quattro numeri.
Usando questa convenzione, però, è importante rispettare l’ordine dei parametri, altrimenti si rischia di impostare valori errati e produrre malfunzionamenti del computer. I quattro numeri che indicano le temporizzazioni della memoria sono, nell’ordine: Cas latency, Ras to Cas delay, Row Precharge e Active to Precharge. Può accadere che questo ordine non venga rispettato anche all’interno dei menu del Bios. Nel caso del lettore, le temporizzazioni riportate (3-7-4-4) non rispettano la convenzione: infatti, un intervallo Ras to Cas di 7 non è applicabile, ancor meno un ritardo Active to Precharge pari a 4 (tanto meno se l’intervallo Ras to Cas fosse realmente impostato a 7). Corsair, produttore dei moduli TwinX1024-4000, garantisce il funzionamento delle memorie alla frequenza di 500 MHz (PC4000) con temporizzazioni 3-4-4-8. Applicando una frequenza inferiore sarà probabilmente possibile operare con tempi di latenza più contenuti (anche se il produttore non offre alcuna garanzia al riguardo).
Ricordiamo, inoltre, che le temporizzazioni indicate nel chip Spd possono essere modificate dalle funzioni diagnostiche del Bios se viene constatata l’impossibilità di applicare i valori previsti con le componenti della configurazione hardware a disposizione. La serie di parametri 3-4-4-7 riportata dal lettore risulta comunque più efficiente della 3-4-4-8 prevista dal produttore e non dovrebbe, in condizioni normali, avere effetti negativi sull’affidabilità, specialmente se le memorie non sono utilizzate alla massima frequenza prevista. Infine, per evitare gravi anomalie, consigliamo di verificare con attenzione che a ogni parametro impostato nel Bios corrisponda il corretto valore nell’ordine specificato e che nessuno di essi sia scambiato. Se si dovessero riscontrare differenze nei valori del Bios, è preferibile disabilitare la funzione di rilevazione automatica dei parametri e procedere manualmente all’impostazione: questa operazione si rivela spesso necessaria con moduli di memoria che sono in grado di operare a velocità superiori agli standard.
Per i motivi appena esposti, gli integrati di memoria presenti in un modulo PC4400, PC4000 o PC3700 sono identici a quelli utilizzati per la produzione dei moduli PC3200: la differenza è che questi ultimi tollerano in modo affidabile frequenze fino a 400 MHz, mentre i PC3700 sono testati fino a 467 MHz e i PC4000 fino a 500 MHz. Il lettore potrà quindi ottenere le prestazioni attese innalzando la frequenza operativa della memoria (applicando appunto l’overclocking).
Per conseguire i migliori risultati è consigliabile eseguire questa operazione mantenendo il collegamento tra il Fsb e il bus della memoria in un rapporto 1:1, ovvero sincrono. Questa scelta consente di minimizzare i tempi morti negli accessi tra processore e memorie. Le temporizzazioni per gli accessi alla memoria sono uno dei fattori che influenzano maggiormente le prestazioni di un personal computer: abbiamo più volte spiegato che un modulo capace di operare con un’alta velocità di clock può risultare nella pratica meno efficiente di un altro che, pur non raggiungendo le stesse frequenze, impone tempi di latenza inferiori. Le temporizzazioni vengono spesso riportate, per brevità, come una serie di quattro numeri.
Usando questa convenzione, però, è importante rispettare l’ordine dei parametri, altrimenti si rischia di impostare valori errati e produrre malfunzionamenti del computer. I quattro numeri che indicano le temporizzazioni della memoria sono, nell’ordine: Cas latency, Ras to Cas delay, Row Precharge e Active to Precharge. Può accadere che questo ordine non venga rispettato anche all’interno dei menu del Bios. Nel caso del lettore, le temporizzazioni riportate (3-7-4-4) non rispettano la convenzione: infatti, un intervallo Ras to Cas di 7 non è applicabile, ancor meno un ritardo Active to Precharge pari a 4 (tanto meno se l’intervallo Ras to Cas fosse realmente impostato a 7). Corsair, produttore dei moduli TwinX1024-4000, garantisce il funzionamento delle memorie alla frequenza di 500 MHz (PC4000) con temporizzazioni 3-4-4-8. Applicando una frequenza inferiore sarà probabilmente possibile operare con tempi di latenza più contenuti (anche se il produttore non offre alcuna garanzia al riguardo).
Ricordiamo, inoltre, che le temporizzazioni indicate nel chip Spd possono essere modificate dalle funzioni diagnostiche del Bios se viene constatata l’impossibilità di applicare i valori previsti con le componenti della configurazione hardware a disposizione. La serie di parametri 3-4-4-7 riportata dal lettore risulta comunque più efficiente della 3-4-4-8 prevista dal produttore e non dovrebbe, in condizioni normali, avere effetti negativi sull’affidabilità, specialmente se le memorie non sono utilizzate alla massima frequenza prevista. Infine, per evitare gravi anomalie, consigliamo di verificare con attenzione che a ogni parametro impostato nel Bios corrisponda il corretto valore nell’ordine specificato e che nessuno di essi sia scambiato. Se si dovessero riscontrare differenze nei valori del Bios, è preferibile disabilitare la funzione di rilevazione automatica dei parametri e procedere manualmente all’impostazione: questa operazione si rivela spesso necessaria con moduli di memoria che sono in grado di operare a velocità superiori agli standard.




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