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La radio digitale? In Italia si chiama Dab

Scritto da Giuliano Mannini

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Qualità Cd anche attraverso l’etere: finalmente è realtà. Il Digital Audio Broadcast si avvia a diventare lo standard europeo di trasmissione audio a banda larga
Annunciata sin dagli anni ‘80, la radio digitale esce dalla sua eterna fase di sperimentazione e il Dab (Digital Audio Broadcast), non senza resistenze da parte dei suoi detrattori, si avvia a diventare lo standard europeo di trasmissione audio a banda larga. I vantaggi si tradurranno in una qualità audio molto simile a quella offerta dai Cd, nella semplicità d’uso dei prodotti compatibili e nella possibilità di ricevere una grande quantità di dati aggiuntivi, informazioni e contenuti.

Musica d'asporto Come mai il Dab non trova unanimi consensi?
Cominciamo col dire che la tecnologia Dab ha nella qualità audio (simile a quella offerta dai Cd) uno dei suoi punti di forza: compressione Musicam con bitrate variabile tra 64 e 384 Kbit/s e totale assenza di fruscii, problemi di ricezione e disturbi di ogni genere. Se poi aggiungiamo la possibilità di ricevere, insieme al segnale, informazioni, immagini e dati di varia natura, e di interagire con sistemi di navigazione satellitare, cellulari e quant’altro, allora il livello di interesse sale vertiginosamente.
Tutto bene, quindi, soprattutto se pensiamo che le stazioni del consorzio Club Dab Italia (nato proprio per supportare e sviluppare la tecnologia) sono già tante e operative. Manca giusto una scelta abbastanza ampia di prodotti ma, con la crescente diffusione dello standard Dab e con l’aumento della produzione, anche questo problema si risolverà rapidamente.
Eppure, nonostante il quadro apparentemente roseo, esistono delle perplessità sul Dab. I dubbi riguardano due aspetti in particolare: l’attualità di una tecnologia tenuta nel cassetto per 18 anni (sin dal 1986, data della sua prima comparsa ufficiale nel nostro continente) e la compatibilità con l’attuale ordine di assegnazione delle frequenze.

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Il sistema antagonista: Hd Radio Systems
Negli Usa, paese nel quale è presente una forte identificazione delle stazioni radio con le frequenze di ricezione, il Dab è stato già accantonato da tempo. Oltreoceano la tecnologia Fm digitale (o Hd Radio Systems) si è rivelata decisamente più rispettosa nei confronti degli utenti (il sistema è compatibile con la ricezione Fm anaologica) e delle stesse emittenti, con una migrazione al digitale che ha permesso di conservare le frequenze storiche dei network attraverso la convergenza in Fm delle trasmissioni, sia analogiche che digitali.

Dubbi e incertezze
La situazione rimane dunque abbastanza sconcertante: da una parte il Dab, pronto al grande lancio, dall’altra Hd radio, standard largamente diffuso negli Usa e in via di sperimentazione anche in Europa. Inoltre permangono dei dubbi più generici, ma altrettanto legittimi, che innescano una serie di domande alle quali è difficile rispondere. La prima: perché riproporre una tecnologia che risale addirittura al 1986? Effettivamente vent’anni, nel campo delle tecnologie digitali, sono davvero tanti, soprattutto se pensiamo alle alternative wireless più attuali (Dvb-T, Wi-fi ecc..) a disposizione. E poi: in questi vent’anni, in quale paese si è affermato il Dab? La risposta è abbastanza frustrante: nessuno.
Infine, che fine farà il sistema Fm così come lo conosciamo oggi? Sarà completamente abbandonato? Verrà immolato sull’altare dell’evoluzione tecnologica o sopravviverà mestamente ai margini dell’etere? Ai posteri l’ardua sentenza.

Ogni tecnologia che ha come obiettivo il miglioramento degli standard qualitativi è sempre bene accetta: tuttavia rimangono dei dubbi circa le reali possibilità di affermazione del Dab a lungo termine, fermo restando che Digital Audio Broadcast funziona davvero e allo stato attuale può rappresentare senz’altro una valida e interessante alternativa alla radio analogica. Per quanto riguarda il futuro, non resta che aspettare con gli occhi, o meglio, le orecchie bene aperte.

I prodotti
È consigliabile allo stato attuale acquistare un apparecchio compatibile con lo standard Dab? Difficile rispondere, ma non si può negare che i segnali appaiono davvero incoraggianti. Basta pensare ad alcuni dei nomi eccellenti che hanno aderito al progetto di sviluppo promosso da Club Dab Italia (come Radio Dj, Radio Italia, Rds, Radio Radicale, Radio Capital, Radio Maria), oppure rivolgere uno sguardo al settore hardware, dove il mercato comincia a offrire ormai una discreta scelta di prodotti dotati di sintonizzatore Dab.

Car system
Il settore nel quale si è avvertita di più la necessità di una migliore ricezione (soprattutto in movimento) è quello dei sintolettori per auto. I marchi che hanno inserito nel proprio catalogo almeno un modello con ricevitore Dab sono davvero tanti: Alpine, Clarion, Blaupunkt, Jvc, Grundig, Panasonic, Kenwood, Sony, Pioneer, tanto per citarne alcuni e altri si uniranno presto alla schiera.

COOL & TRENDY Sistemi Hi-fi domestici
In questo campo l’offerta appare molto varia e va dai sintonizzatori “tuttofare” agli apparecchi portatili. A proposito dei marchi, è possibile annoverare membri illustri e storici dell’Hi-fi come Arcam, Grundig, Sony, Technics e poi Videologic, Tag, Maycom, Rft, Microboss, Cymbol.

Player multimediali e schede per Pc
Non poteva non rispondere all’appello il mondo dell’informatica. In questo campo sono disponibili sia i player multimediali (tipo iPod, per intenderci), sia le classiche schede Pci da installare nel computer: Psion, Terratec, Etheraction, Modular Technology, tanto per citare qualche brand.

Ricevitori portatili
Un accenno, infine ai dispositivi portatili in senso stretto, vere e proprie radioline dotate di display e cuffie. Se ne trovano siglate Perstel, Zoopad e Roke Manor.

www.fando.it

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