Internet al servizio di Al Qaeda
L’arresto di un ingegnere pachistano appartenente all’organizzazione di Bin Laden rivela come la grande Rete, il Web e perfino i Cd-Rom e i computer palmari contribuiscano ad arricchire l’armamentario dell’internazionale del terroreNegli Stati Uniti scatta un nuovo allarme terrorismo e, come ormai avviene da un po’ di tempo a questa parte, al centro della vicenda ci finiscono anche la Rete e l’informatica più in generale, nella loro veste di armi segrete nelle mani dei potenziali attentatori.
A portare la tecnologia ancora una volta al centro delle cronache è stata la notizia resa nota dal New York Times del doppio arresto di Ahman Ghailani, vecchia conoscenza dell’intelligence per i suoi legami passati con Al Qaeda, e di Muhammad Noor Khan, ingegnere informatico pachistano catturato lo scorso 25 luglio a Gujrat al termine di uno scontro a fuoco che si è protratto per oltre 12 ore.
I due sarebbero entrambi grandi appassionati ed esperti di informatica, di networking e di telecomunicazioni. Khan, in particolare, avrebbe avuto un ruolo cruciale nel realizzare e tenere sotto controllo l’infrastruttura tecnologica dell’organizzazione terroristica per cui prestava servizio e attraverso le cui linee i membri potevano comunicare tra loro al riparo da occhi e orecchie indiscreti.
Ispezionando il quartier generale di Negli Stati Uniti scatta un nuovo allarme terrorismo e, come ormai avviene da un po’ di tempo a questa parte, al centro della vicenda ci finiscono anche la Rete e l’informatica più in generale, nella loro veste di armi segrete nelle mani dei potenziali attentatori.
A portare la tecnologia ancora una volta al centro delle cronache è stata la notizia resa nota dal New York Times del doppio arresto di Ahman Ghailani, vecchia conoscenza dell’intelligence per i suoi legami passati con Al Qaeda, e di Muhammad Noor Khan, ingegnere informatico pachistano catturato lo scorso 25 luglio a Gujrat al termine di uno scontro a fuoco che si è protratto per oltre 12 ore.
I due sarebbero entrambi grandi appassionati ed esperti di informatica, di networking e di telecomunicazioni. Khan, in particolare, avrebbe avuto un ruolo cruciale nel realizzare e tenere sotto controllo l’infrastruttura tecnologica dell’organizzazione terroristica per cui prestava servizio e attraverso le cui linee i membri potevano comunicare tra loro al riparo da occhi e orecchie indiscreti.
Ispezionando il quartier generale di Khan, in Pakistan, gli agenti segreti che hanno condotto l’operazione di cattura hanno trovato un vero e proprio arsenale tecnologico, che consentiva all’uomo di gestire l’intero apparato comunicativo-digitale di Al Qaeda.
Pur rappresentando i mezzi principali della comunicazione tra il vertice dell’organizzazione e i mujaheddin e viceversa, i messaggi di posta elettronica criptati non erano l’unico sistema di comunicazione di uso comune tra i membri. Kahn aveva infatti diversificato la piattaforma comunicativa includendovi anche una serie di siti Web dislocati in varie parti del mondo, Cd-Rom fitti di dati, e persino computer palmari dotati di sistemi anti-intrusione particolarmente sofisticati. , in Pakistan, gli agenti segreti che hanno condotto l’operazione di cattura hanno trovato un vero e proprio arsenale tecnologico, che consentiva all’uomo di gestire l’intero apparato comunicativo-digitale di Al Qaeda.
Pur rappresentando i mezzi principali della comunicazione tra il vertice dell’organizzazione e i mujaheddin e viceversa, i messaggi di posta elettronica criptati non erano l’unico sistema di comunicazione di uso comune tra i membri. Kahn aveva infatti diversificato la piattaforma comunicativa includendovi anche una serie di siti Web dislocati in varie parti del mondo, Cd-Rom fitti di dati, e persino computer palmari dotati di sistemi anti-intrusione particolarmente sofisticati.
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