Linux: Sun vuole comprarsi Novell
Le dichiarazioni del boss Schwartz preluderebbero all’acquisto della software house dello Utah. Per molti un’ipotesi affascinante ma difficile da realizzare. Poco cambierebbe per il free softwareL’apertura del Linux World Expo (appuntamento clou su base semestrale, dedicato a tutto ciò - business in testa - che gravita attorno al Pinguino) è avvenuta all’insegna di Sun. L’azienda di Santa Clara è da tempo attiva sul fronte Linux, pur se in maniera spesso controversa, e - per bocca del proprio Presidente e Chief Operating Officer, Jonathan Schwartz, stavolta vorrebbe acquistare Novell.
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Il condizionale è d’obbligo, visto che l’operazione sarebbe di portata molto ampia. Schwartz l’ha così spiegata: “Ora che Red Hat supporta ufficialmente un application server, sul mercato nordamericano Linux coincide con Red Hat Linux. Ibm, quindi, si trova un avversario in più contro la propria base installata”.
Poche parole per uno scenario complesso e affascinante, ma solo per quel ramo di Linux orientato all’azienda (di medio-grandi dimensioni, per giunta): i rapporti tra Sun e Red Hat sono passati da una storica alleanza a una palese antipatia (“Il nostro Solaris costa meno di Red Hat Enterprise Linux” è il motto di Schwartz), e il Linux di Ibm - rivale storico di Sun - è SuSE Linux, da oltre un anno proprietà di Novell (che l’ha acquistata insieme a Ximian, altra azienda che di Linux fa il proprio core business).
Gli elementi per pensare a un tentativo di scacco al re ci sono tutti, e anche quelli per fare uscire di scena un concorrente ambizioso quale Red Hat; ma la reazione degli addetti ai lavori è stata all’insegna di un unanime scetticismo. Troppa complessità e prevedibile reazione di Ibm sarebbero i motivi di un’operazione di mercato più di facciata che reale.
Se l’operazione (che ha destato scalpore, ma che per adesso è un mero intento) andasse in porto, per Ibm significherebbe dipendere dall’acerrimo rivale Sun per i sistemi operativi delle proprie soluzioni Linux. Ma come giustificare, se così fosse, quei 50 milioni di dollari investiti in Novell per favorire l’acquisto di SuSE, oltre ai 25 a suo tempo versati all’azienda tedesca per salvarla dal tracollo? Difficile che Big Blue stia con le mani in mano, anche se tutto è possibile in un contesto che è prettamente finanziario e non tecnico.
Pochi commenti da parte di chi è il vero asse portante di Linux - gli hacker: newsgroup e mailing list sono rimaste pressoché insensibili all’argomento. A riprova che per loro Linux non è una piattaforma, ma un modello di sviluppo libero e aperto.




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