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Windows Xp Starter Edition: troppo povero per essere vero

Scritto da Guido Sintoni

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Microsoft pubblica una versione a basso costo del sistema operativo dedicata ai paesi in via di sviluppo. Le carenze del prodotto rendono però dubbiosi gli analisti, mentre lo stato della California guarda con attenzione crescente all’open source
Se nei paesi industrializzati il software proprietario è ancora il modello di sviluppo più diffuso, in quelli meno avanzati la sfida tra software libero e commerciale non ha ancora incoronato un vincitore.
Leader indiscussa nel segmento desktop, Microsoft guarda alle nazioni in via di sviluppo sia mantenendo in vita Windows 98 e allungandone il supporto; sia con il recente Xp Starter Edition, che equipaggerà i nuovi Pc in vendita in Tailandia, Malaysia e Indonesia. Tutti stati che godono di previsioni di crescita sostenute e perciò da presidiare a ogni costo, magari partendo - come si pensa di fare a casa Gates - dalle rendite del settore pubblico.
La sperimentazione in estremo oriente dell’edizione Starter, descritta come una versione “non costosa della punta di diamante Microsoft, priva di alcune funzioni di base di Windows Xp” potrebbe fungere da prova generale per il debutto (come prodotto a sé stante oppure Oem) in Russia, Brasile o Giordania.

C’è quel che c’è
Le limitazioni di Windows Xp Starter sono tuttavia drastiche: possono essere eseguite solo tre applicazioni in contemporanea e il networking è carente. Assente qualunque possibilità di condividere file e stampanti, il sistema non prevede neppure il supporto per le reti locali, laddove un sistema del 1992 (Windows for Workgroup 3.11) metteva in preventivo connessioni illimitate.
Impossibile non puntare l’indice contro l’atteggiamento bifronte dei produttori di software commerciale, pronti a offrire di tutto e di più agli abbienti; poco o nulla al resto del mondo.
Il prezzo basso di Xp Starter - indiscrezioni e fonti non ufficiali parlano di circa 40 dollari per copia - ha la sola funzione di combattere la pirateria software, un fenomeno che danneggia tutte le realtà commerciali, Microsoft in testa.
Le sue vistose zone d’ombra lo rendono però inadatto a una reale trasmissione e condivisione delle conoscenze facendone al contrario un surrogato sbrigativo perfetto per favorire l’uso dei computer, non per dare una mano allo sviluppo di lavoro e competenze nelle aree più svantaggiate del pianeta.

I dubbi di Gartner Group
Non a caso sull’Xp dei poveri la specialista Gartner Group si è espressa, senza mezzi termini, in modo negativo: anziché diminuire, il ricorso alla pirateria risulterebbe addirittura favorito dalle troppe carenze del prodotto, mentre la distribuzione delle patch - in genere numerose e di grosse dimensioni - a utenti dotati di collegamenti Web lenti e costosi potrebbe rivelarsi decisamente problematica.
Per gli analisti, che sottolineano come un ulteriore anello mancante sia un aggiornamento da Xp Starter a Xp Home, “è probabile che il prodotto deluda le aspettative degli utenti a causa delle limitazioni impostegli”.
Alle accuse Microsoft risponde in modo singolare: “I principianti tendono a usare un numero ridotto di applicazioni in contemporanea, per rimanere organizzati e non cadere in confusione”. Può darsi. Ma allora, perché non ricorrere a funzioni di abilitazione o disabilitazione temporanea delle funzioni ritenute superflue?
In attesa di trovare una risposta a questi (e altri) interrogativi, la multinazionale segue con preoccupazione i notiziari della West Coast statunitense. Una recente relazione del Californian Performance Review ha infatti affermato che “lo stato dovrebbe prendere in maggior considerazione l’uso di software a sorgente aperto, che in molti casi fornisce la stessa funzionalità del software chiuso a un costo totale molto inferiore”. Al di là dei listini, però, il codice aperto è considerato più flessibile (per la possibilità di essere modificato in base alle esigenze) e più sicuro. Un atto di devozione all’open source, una prova d’amore o la dimostrazione che anche i pinguini sanno fare lobbying? Sia quel che sia, a Redmond la tensione cresce sempre di più.

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