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Spam e virus non vanno (mai) in vacanza

Scritto da Roberto Carminati

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Recenti studi curati da alcuni specialisti del settore mettono in rilievo l’intensa attività degli spammer nel corso di questi mesi estivi. Improvviso boom per la spazzatura a sfondo pornografico e, per finire, ecco un nuovo Trojan
La diffusione dello spam ha raggiunto dimensioni tanto massicce da superare persino gli scenari più critici ipotizzati da analisti e produttori di settore.
Message Labs, precedentemente convinta che sarebbe stato molto difficile superare la percentuale di 50 messaggi spazzatura su 100 filtrati - la specialità dell’azienda - ha rilasciato in proposito dati preoccupanti. La sua relazione “E-mail security intelligence” riferisce dei controlli svolti fra il gennaio e il giugno di quest’anno su un totale di 5 milioni di mail e avverte che nel corso dell’ultimo mese esaminato l‘86,3% della posta analizzata era indesiderata.
I numeri riscontrati sino a maggio non erano tanto drammatici ma senz’altro eclatanti, con percentuali di junk mail oscillanti fra i 53 e i 67 punti contro l‘1,5 del primo semestre 2002.

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Il responsabile marketing di Message Labs Brian Czarny crede che l’affinamento e il potenziamento dei filtri stia costringendo gli spammer a un vero e proprio superlavoro. Sua opinione è che lungi dall’esserne intimoriti, gli invadenti truffatori non faranno però altro che moltiplicare i propri sforzi, incrementando la potenza di fuoco.
Due, nel frattempo, gli allarmi relativi al contenuto dei messaggi. In contrasto con quanto verificatosi alcuni mesi or sono, Clearswift sottolinea il rinnovato slancio di quelli a sfondo pornografico (+350% da giugno a oggi), il cui volume complessivo è comunque calato di ben 21,8 punti rispetto a un anno fa.
Questo fa sì che lo spam a luci rosse valga oggi solo il 4,8% del totale, validamente rimpiazzato dai consigli per gli acquisti di medicinali adatti soprattutto a curare le disfunzioni erettili. Rappresentano il 70% della spazzatura circolante con ritmi di crescita del 39%.

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Il secondo allarme viene dai virus. Ne contenevano circa il 9% delle e-mail che Message Labs ha controllato nei mesi di aprile, maggio e giugno, mentre nei primi sei mesi del 2002 e del 2003 il tetto massimo fu rispettivamente dello 0,3 e dello 0,5%. Le infezioni elettroniche si insinuano con frequenza crescente anche nelle applicazioni di instant messaging. Una pericolosa imitazione di Download.ject sta proliferando presentandosi ai loro utenti sotto forma di link a una innocua pagina personale.
Il collegamento conduce invece a un sito di origine russa, uruguaiana o statunitense dal quale viene scaricato un cavallo di Troia. Fra i sintomi del contagio, la sostituzione della propria home page con quella di Targetsearch.com e una vera e propria invasione del desktop con pop-up pubblicitari in genere vietati ai minori.

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