Cellulari Uk in ascesa e pronti alla guerra dei prezzi
La drastica riduzione dei costi aggiuntivi per le telecomunicazioni in movimento rende i telefonini ancor più competitivi nel confronto con le linee fisse, ma spinge gli operatori verso lo scontro sui listini. Uno scenario possibile per l’Italia
Una ricerca britannica sul progressivo abbandono delle linee fisse a favore di quelle mobili e sull’eventualità di una guerra dei prezzi fra operatori mette in luce alcuni fattori di interesse per il panorama italiano, in parte attraversato da dinamiche analoghe.Come nella Penisola, anche nel Regno Unito il computo complessivo dei minuti di conversazione su telefonino è in netto aumento a scapito del traffico tradizionale e sta conducendo una processo di sostituzione degli apparecchi fissi con quelli mobili.
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Nel 2003 il sovrapprezzo sulle comunicazioni cellulari toccava il doppio del valore dei servizi tradizionali, ma Frost & Sullivan crede che nel 2007 ne varrà solo il 42%. Alla stessa data gli introiti legati alla voce verranno per il 49% dalle reti mobili (+38% rispetto a quattro anni fa) e saranno pari a 2 miliardi e 400 milioni di dollari contro il miliardo e 600 dello scorso anno.
Spinti oltretutto dal vento favorevole delle diavolerie 3G, gli operatori in movimento non possono comunque dormire sonni tranquilli. Gli analisti pensano che l’erosione dei listini li costringerà a giocare in modo sempre più aggressivo sul terreno della fidelizzazione dei clienti, cui proporranno sistemi di tariffazione indipendenti da minutaggio e scatti ma più legati, magari, alla distanza di chiamata.
Il confronto strategico entrerà ben presto nel vivo, mentre dal canto loro i carrier fissi giocheranno una partita separata tenendo d’occhio in special modo l’utenza aziendale, che resta suo solido presidio anche grazie alla competitività sulle telefonate internazionali.




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