Operazione Web snare: Fbi contro il cybercrimine organizzato
La concorrenza minacciava il buon andamento del suo sito di e-commerce. Per sbaragliarla, Mr. Jay Echouafni è ricorso a maniere degne del peggior Rockerduck, assoldando una versione hi-tech dei Bassotti e sguinzagliandoli all’assaltoGli esiti di una vasta operazione di polizia contro la malavita elettronica hanno condotto all’incriminazione o all’arresto di oltre 150 persone negli Stati Uniti.
Fra i casi più eclatanti portati alla luce dall’inchiesta dell’Fbi - nome in codice: Operazione Web snare - quello di un retailer on line che ha commissionato a una gang di hacker la realizzazione di una serie di attacchi di tipo Distributed denial of service (Ddos) contro una varietà di siti concorrenti. Scopo (non)dichiarato e perfettamente raggiunto, bloccare i loro servizi provocando un danno economico quantificabile, in media, attorno ai due milioni di dollari.
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Convinto o meno della veridicità dell’affermazione Ashley si dà da fare e assolda un manipolo di specialisti del settore: Joshua Schichtel (col supporto esterno dell’amico Richard Roby), Jonathan Hall e soprattutto il britannico Lee Walker, capace di gestire da solo fra i 5 e i 10 mila computer zombie grazie - si dice - a una versione personalizzata del worm Agobot.
Feroci e compatti i sicari telematici colpiscono in successione le vetrine audio-video di Rapid Satellite e Weaknees, costretta addirittura a 15 giorni di vacanza forzata.
Con la fine dello scorso anno la strategia di Echouafni si fa ancora più perfida. Orbit acquisisce Cit e offre ad Ashley la carica di amministratore di rete. A occuparsi di sicurezza all’interno del supergruppo sarà, ironicamente, Jonathan Hall, che utilizzerà il ruolo ufficiale come copertura per le sue attività truffaldine.
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Il network administrator vuota il sacco e coinvolge direttamente nell’inchiesta anche il big boss: dinanzi a lui si spalancano le porte delle patrie galere, immediatamente riaperte dal pagamento di una cauzione da 750 mila dollari. Al momento Echouafni è latitante.
Si sospetta che abbia preso il volo per il Marocco natio, passando un’altra pennellata di mistero su una delle cyberstorie più nere del Web, testimonianza perfetta dell’escalation della criminalità telematica attualmente in corso.




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