Ars Electronica: musica, giochi e fiabe. Ogni divertimento ha la sua interfaccia
Una penna ottica che genera suoni, un pelouche per entrare nelle fiabe e un matitone che assorbe i colori
Tre progetti, tra quelli presentati da IAMAS, descrivono come la qualità e il tipo di interazione con gli strumenti dell’entertainment digitale possono variare in base all’uso che se ne vuole fare. Polyphony Ver1.0 di Toshiyuki Nagashima spazza via il luogo comune che la musica sia una semplice sequenza lineare di suoni. Con questa installazione è infatti possibile generare musica (e, per i più abili, suonare nel vero senso del termine) muovendo una penna ottica su un tablet posto davanti a uno schermo.» »Torna allo Speciale: Ars Electronica 2004
I suoni prodotti con il movimento della penna digitale generano figure che si aggregano progressivamente tra di loro, fino a produrre un’enorme forma composita, corrispondente alla musica che abbiamo improvvisato. Yoi-no Mujina Gouchi è invece un orsetto di pelouche che funziona come interfaccia per districarsi nel mondo di favole, mostri e fate inventate da Hiroko Tochigi in una tipica ambientazione del Giappone rurale. Maneggiando l’orsetto è possibile entrare in case disabitate, esplorare anfratti e, quando è il caso, sterminare i fantasmi cattivi.
Infine Capturing Colors è un enorme matitone in grado di assorbire colore da qualsiasi oggetto circostante (una giacca, una borsa, un limone o un muro) e trasferirlo magicamente su un telo bianco di cotone. Altrettanto magicamente, per le mamme interessate a distrarre i propri bambini con questo matitone, il colore dopo qualche minuto scompare dal lenzuolo, che ritorna assolutamente candido. Senza bisogno di passare in lavatrice.




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