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Readme 2004

L’aula dell’Università di Aarhus dedicata alle conferenze, costruita in legno con un design minimale che però prevede per ogni posto un lumino per non sforzare la vista e prese elettriche per il proprio laptop sotto il tavolo. Connessione wi-fi garantita, manco a dirlo, dalla prima all’ultima fila. Il Live Coding permette di vedere i musicisti ‘suonare’ i loro strumenti virtuali, ossia il loro software, attraverso il codice. Un cambio di parametri e i suoni si alternano, cambiano e si trasformano. Lo svolgersi del concerto viene seguito attimo per attimo attraverso lo spostamento del cursore.
(foto Thomas Petersen) La stampante Epson modificata da Paul Slocum. L’immagine stampata è sempre la stessa, un’enigmatica figura femminile, ma i suoni provenienti dalla testina riprogrammata sembrano quelli di un carillion meccanico, e con la tastiera esterna è possibile suonarla dal vivo.
(foto Thomas Petersen) Come guardare la televisione con altri occhi. Con l’installazione di Aristarkh Chernyshev si divertivano tutti. Prendere a sberle il televisore agendo sull’immagine, senza timore di guastarlo era un lusso da non lasciarsi scappare. L’effetto pure esilarante, soprattutto con le immagini in movimento.
(foto Thomas Petersen) Ed eccolo il tritacarne, fabbricato a Perm, in Russia, dalla stessa fabbrica dei kalashnikov. Un pezzo di modernariato comune ad un intera generazione di casalinghe, ripensato come cursore manuale di controllo sui filmati.
(foto Thomas Petersen) L’artista danese Goodiepal ha sorpreso tutti usando vecchi carillon con i brani codificati in nastri di carta perforati (il loro ‘software’ a ben pensarci). Dopo aver osservato lo schermo del videoproiettore per un’intera serata questo cambio di prospettiva è stato salutare ed inedito. Popautomate un duo formato da un database di canzoni e d’immagini da cui un’apposito software attinge in maniera automatica generando mix rapidi di suoni e melodie e sequenze altrettanto rapide d’immagini. La parte audio viene trasmessa attraverso un megafono collegato al laptop. Everybody VJ, laptop e persone affollano il palco mentre chi è al mixer video mescola i segnali provenienti dai computer. Da un’altra parte i dj compongono il mix di suoni adatto ad accompagnare le immagini, in una sinergia audio-video composta da più di una dozzina di persone. Rasmus Lunding con la sua piccola orchestra di robottini Lego comandati dal suo Powerbook. Questi microrobot, trattati come cuccioli dal loro padrone, andavano a pizzicare corde, percuotere percussioni, o girare in tondo su piastre metalliche, generando una divertita armonia industriale. Tree Wave è il nome del gruppo formato da Paul Slocum (tastiere, campionatori, vecchi home computer e stampante) e Lauren Gray (voce). Residenti a Dallas hanno già effettuato la loro prima tournee europea. La stampante Epson ad aghi modificata si anima sul più bello accompagnando a tempo i suoi padroni. Roger Wigger mentre prova la sua Hardware Orchestra formata da pezzi di vecchio hardware che, dotati di microfoni a contatto, ‘suonano’ come strumenti, potendo anche essere messi in sequenza tramite un software sviluppato dagli autori che girava su un computer altrettanto spartano.

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