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VMware Workstation 4.5

Scritto da Alberto Donato

VMware, recentemente acquisita dalla EMC Company, è specializzata nello sviluppo di piattaforme virtuali che emulano l’architettura basata su processori Intel e compatibili. L’offerta della società è articolata su tre prodotti principali: VMware ESX Server, che si installa direttamente sull’hardware, sostituendosi al sistema operativo ospite, e si occupa di fornire le funzionalità base per i sistemi operativi guest (quelli cioè delle macchine virtuali); VMware GSX Server, pensato per il mercato enterprise, che fornisce una solida infrastruttura per gli ambienti server, e VMware Workstation. Quest’ultimo prodotto, giunto alla versione 4.5, è orientato all’utilizzo su computer desktop e supporta una grande varietà di sistemi operativi.
Con VMware è anche possibile avviare sistemi operativi presenti fisicamente in altre partizioni. In questo caso abbiamo lanciato il sistema operativo Linux.
VMware Workstation 4.5 può essere installato su Windows NT 4.0 Server e Workstation con Service Pack 6a, Windows 2000 con Service Pack 1 o superiori e Windows Server 2003. Per quanto riguarda i sistemi Linux, VMware è ufficialmente compatibile con le distribuzioni Mandrake, Redhat e Suse per le quali sono disponibili pacchetti di installazione nei rispettivi formati. È però disponibile anche l’installer in formato Tar compresso, che permette di installare il prodotto su distribuzioni non testate da VMware. Durante le nostre prove, ad esempio, abbiamo caricato VMware su Debian/GNU Linux senza riscontrare alcun problema né di installazione e configurazione né di utilizzo. Per quanto riguarda invece i sistemi operativi installabili nelle macchine virtuali, VMware può ospitare tutti gli ambienti Microsoft (da MS-DOS a Windows Server 2003), Linux (anche con kernel della serie 2.6) e FreeBSD. La recente versione 4.5 supporta anche la beta di Longhorn (il nome in codice della prossima release di Windows) Novell NetWare 5.1, 6 e 6.5, nonché SUSE Linux 9. I requisiti hardware richiesti dal prodotto sono gli stessi di VMware 4.0: un processore almeno di classe i686 (Pentium II o Celeron) e una quantità di memoria sufficiente per l’esecuzione sia del sistema operativo ospite sia di quelli ospitati. VMware non può essere installato su macchine equipaggiate con processori AMD delle serie K5 e K6.

La creazione di una nuova macchina virtuale è guidata da un wizard che permette di scegliere il sistema operativo da installare da un menu a tendina, indicare la quantità di memoria e la dimensione del disco riservati alla macchina virtuale, aggiungere un’unità floppy o un lettore di Cd e specificare la tipologia della scheda di rete. Le opzioni disponibili per quest’ultima sono tre: Bridged Networking, Nat o Host Only Networking. Con la prima bisogna assegnare esplicitamente alla VM un indirizzo Ip e il sistema virtuale si comporterà come un Pc fisico connesso alla stessa Lan di appartenenza dell’host. Con la seconda, invece, l’host farà da gateway alle VM, alle quali verranno quindi assegnati indirizzi di rete privata. La terza opzione, infine, permette solo la comunicazione tra il sistema operativo host e quello guest.

Ogni nuova macchina virtuale può gestire fino a quattro device Ide, che possono essere sia dischi virtuali sia unità fisicamente presenti nel sistema. VMware permette infatti di avviare ed utilizzare sistemi operativi installati su partizioni realmente presenti sul disco fisso, oltre a quelle create su dischi virtuali.

Una volta installato il sistema operativo guest è necessario caricare i VMWare Tools, si tratta di utility che includono una serie di driver tra cui uno Svga che permette di utilizzare una risoluzione superiore ai 640x480 pixel a 16 colori. L’installazione di questo componente è necessaria anche per utilizzare le funzionalità avanzate di connessione tra il sistema operativo ospite e quello ospitato, come le cartelle condivise e il drag and drop tra i due ambienti. L’interfaccia è a pannelli, uno per ogni macchina virtuale. Questo permette di passare da una all’altra in modo semplice e intuitivo. Abbiamo molto apprezzato la possibilità offerta da VMware di creare reti virtuali, anche molto complesse, per connettere tra loro i vari sistemi operativi guest facendoli eventualmente interagire con una rete fisica. A questo fine il prodotto mette a disposizione fino a dieci switch virtuali (chiamati VMnet).

Già dalla versione 4.0 VMware permette di salvare su disco uno snapshot di ciascuna macchina virtuale, ossia una copia esatta dello stato della VM in un determinato istante temporale (comprendente sia i dati su disco sia lo stato dei processi in esecuzione) in modo da poter annullare qualunque azione eseguita successivamente. Questa possibilità è utile per effettuare test su configurazioni particolari del sistema o per effettuare un backup rapido dell’intero sistema.


VMware Workstation 4.5
Euro 189,90 Iva inclusa

Produttore: VMware, Stati Uniti.

Distributori: Questar, tel. 800.783.7827; Magirus, tel. 02.618.604.985; Systematika Distribution, tel. 02.964.102.82.

PRO
Gran numero di sistemi operativi supportati
Consente di utilizzare partizioni fisiche come dischi
Consente di salvare su disco lo stato di esecuzione delle Vm.

CONTRO
Installazione complicata dei VMware Tools in ambiente Linux

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