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Grouper, file sharing a metà. E per pochi intimi

Scritto da Fabio De Lorenzi

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Il neonato software autorizza lo scambio soltanto entro una cerchia ristretta di conoscenti, distinguendo con precisione il contenuto di ogni documento. Sì alle immagini e ai video, mentre per la musica ci si deve accontentare dello streaming
Avaro da qualche tempo di new entry degne di una qualche nota, il mondo del file sharing in questi giorni dà il suo benvenuto a Grouper, un interessante nuovo software del settore.
Di questo programma si può notare in primis il raggio d’azione, limitato a un numero ristretto di conoscenti. Un mini-P2p verrebbe da dire, capace di aggregare attorno a sé gruppi di utenti che si conoscono, che hanno gusti comuni e che quindi orienteranno la condivisione in poche direzioni.

Musica, file sharing e denaro
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Una volta entrati nel network, la possibilità di praticare il file swapping è diversificata.
In che senso? Nel senso che se gli scambi hanno per oggetto file in formato diverso dall’Mp3 e dal contenuto non musicale (dunque video, fotografie, immagini), è possibile agire come in una rete di file sharing tradizionale, mentre se lo swapping riguarda la sola musica il discorso cambia.
In questo caso, la condivisione può viaggiare in un solo senso, che - secondo gli animatori del network e del relativo software - dovrebbe rimanere al riparo dalle ingerenze (e dagli strali) dell’industria musicale.
Il programma che sta alla base di Grouper in questo caso è in grado di riconoscere la tipologia del contenuto che viaggia nei confini delle mini-reti inibendo così il download musicale. Agli appartenenti del circuito non rimarrà che accontentarsi dello streaming.

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