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Solaris avrà un futuro aperto? Sì, ma…

Scritto da Guido Sintoni

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Gli equilibrismi di Sun a cavallo fra il modello proprietario e le suggestioni open source
Solaris 10 nascerà aperto, ma non si sa a quali condizioni. Questo, in estrema sintesi, è il significato del recente annuncio in materia firmato da Sun.
Sun Microsystems, uno dei nomi storici dell’informatica mondiale, ha da sempre rapporti particolari con l’open source (e a maggior ragione con il software libero): supporta molti progetti aperti (su tutti Openoffice.org), ma investe capitali anche in Sco e osteggia fieramente società che sono il vessillo dell’open source stesso, da Red Hat a Ibm.
I piani alti del colosso non sono di fatto né favorevoli, né contrari al modello: lo supportano fino a quando non rappresenta una minaccia per il business aziendale.

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Solaris 10 - uno degli Unix proprietari più apprezzati - avrà un filesystem nuovo di zecca, inedite funzioni dedicate alla sicurezza e un animo parzialmente aperto. Ne aveva già dato notizia il numero uno Jonathan Schwartz a giugno, come mossa contro “l’aspirante Microsoft di Linux“, ovvero Red Hat; e ne ha data ulteriore conferma ieri il vicepresidente del marketing per il software Mark McClain.
Il progetto (che stando ai blog di alcuni tecnici Sun potrebbe chiamarsi Open Source Solaris) è rivolto a sviluppatori e accademici che potranno fare modifiche al codice di Solaris. Ignoto è però il tipo di licenza destinato a regolarne il modello di sviluppo. Copyright o copyleft? Modifiche ridistribuibili o no? E con quali vincoli? Per il momento l’unica certezza è che il licensing sarà “approvato dall’Open Source Institute“. Un po’ poco, a dire il vero.

Allo stato attuale delle cose, è difficile che la provocazione di Schwartz - portare a Solaris gli sviluppatori Linux - possa riuscire, se non altro per alcuni semplici motivi: Solaris per i386 (l’architettura di gran lunga più accessibile in termini economici) non ha mai goduto di grande fama e la diffusione di Solaris per Sparc 64 (l’architettura delle Cpu Sun di fascia medio-alta) è d’altra parte limitata dal costo dell’hardware. Da ultimo, perché la differenza tra codice aperto e standard aperti - un altro cavallo di battaglia di Sun da cui deriva l’impossibilità di accedere ai sorgenti di Java - è qualcosa in più di un semplice giro di parole.

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