Microsoft guarda a OpenOffice. Un po’ troppo
Redmond apre inaspettatamente alla suite libera patrocinata da Sun proprio mentre sono resi noti gli estremi dell’accordo miliardario tra i due ex nemici. Molte interpretazioni e poche certezzeUn noto statista, tempo addietro, parlava di “un passo avanti e due indietro”. Il concetto ben si addice all’improvvisa attenzione sollevata in quel di Redmond per OpenOffice, l’unica vera alternativa libera a Microsoft Office: un passo avanti di Microsoft verso la comunità di sviluppo, e due indietro della comunità dal presunto mecenate. Dietrologia? Non proprio…
Proprio mentre la filiale tedesca dell’azienda di Bill Gates conferma la propria partecipazione alla OpenOffice Conference 2004 (che si terrà a Berlino), è stato reso pubblico l’accordo stragiudiziale tra Microsoft e Sun Microsystems, che di OpenOffice è promotrice sin dalla prima ora. Santa Clara non guarda più in cagnesco Redmond, forte di 1,6 miliardi di dollari di introiti garantiti da Microsoft per chiudere precedenti contenziosi legali con Sun.
L’accordo dà via libera a Microsoft per eventuali azioni legali (da violazione di brevetti) contro utenti OpenOffice che abbiano installato l’applicazione successivamente alla stipula dell’accordo, (1 aprile 2004).
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Pamela Jones di Groklaw.net, uno dei siti Web che meglio coprono le questioni legali legate a Linux e all’open source, fotografa con precisione i timori di molti aficionados dell’open source (e di coloro che usano OpenOffice come alternativa gratuita a copie illegali di Microsoft Office): “Microsoft si riserva il diritto di citare in giudizio gli utenti OpenOffice, e Sun quello di proteggere se stessa tenendo fuori dalla vicenda StarOffice”. Ancor più sarcastico quello di uno dei più stimati It manager italiani (anonimo): “Dopo la conquista dei diritti civili per tutti, bisognerà lottare per quelli degli utenti non-Microsoft”.
Fino ad adesso si è udita la sola voce di Sun, che ha ribadito il proprio supporto al progetto OpenOffice (nato, ricordiamo, grazie all’azienda di Santa Clara, che ha donato il codice di StarOffice, acquistato da StarDivision, alla comunità), ma non quella di Microsoft. Che, per la cronaca, offre strumenti di tipo office che supportano Xml al pari di OpenOffice, ma non ha mai partecipato agli sforzi di Oasis per sviluppare un formato di file standard per le applicazioni di produttività individuale e di gruppo. Come a dire: le regole siamo noi.




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