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Assinform: boom senza fine delle Tlc

Scritto da Roberto Carminati

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Servizi e prodotti in grande crescita
Nell’introdurre l’intervento dell’amministratore delegato di Assinform Giancarlo Capitani al più recente convegno organizzato dall’associazione, il presidente Pierfilippo Roggero ha sfoderato la tagliente arma dell’ironia, definendolo alla stregua di un “dottore, anzi un primario” al capezzale del degente-Ict.
Capitani è stato al gioco, rincarando la dose: “Più che altro, mi sembra di essere un anatomo-patologo“, la frecciata indirizzata a un mercato tecnologico ben lontano da una definitiva ripresa.
Critico soprattutto il panorama informatico, che ha generato nel primo semestre del 2004 un valore economico di 9 miliardi e 613 milioni di euro. Lo 0,5% in meno rispetto alla prima metà dello scorso anno, a propria volta calante a paragone del gennaio-giugno 2002 (-4,4%). Il lieve miglioramento - se di miglioramento si può parlare - ha riguardato soprattutto l’hardware, che è valso 2 miliardi e 618 milioni di euro, lo 0,2% in più sullo stesso periodo del 2003. Facile pertanto notare che l’esplosione di vendite dei personal computer (+21,2%) dettata dalla corsa al rinnovamento, non si è affatto tradotta in un migliore incasso, causa il costante effetto della guerra dei prezzi.
Molto fortunato il segmento notebook, con quasi 643 mila unità commercializzate (+39,8%) contro le 459 mila e 860 di un anno fa e grazie alla concomitanza di due eventi: la sostituzione dei desktop coi portatili in azienda; la spinta del consumer trainato dalla diffusione crescente del digitale.
Male, in pratica, tutto il resto. A cominciare dai servizi, dove la tendenza al risparmio sulle risorse produce soluzioni insoddisfacenti per l’utenza finale e proseguendo con business (ex) promettenti come la formazione. Il suo flop testimonia per Capitani dell’assenza di una “dinamica innovativa” nel Paese.

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Le lacrime amare non bagnano le sponde del telco, dominato proprio da quei servizi che godono di una fortuna tanto scarsa nell’It. Rappresentano infatti l‘80% (16 miliardi e 420 milioni di euro) del valore complessivo del mercato nel semestre (21 miliardi e 190 milioni) e crescono del 5,1% in termini economici rispetto al 2003. Questo a fronte del -7,2% alla voce “Infrastrutture” (un bacino da 2 miliardi e 440 milioni) e della assoluta stabilità dei terminali.
In quest’ultimo ambito è interessante notare che la parità del bilancio si deve da un lato a un leggero scivolone dei cellulari e dall’altro a un lieve incremento (+3,9%) dei telefoni fissi: frutto, questo, del replacing in azienda e del buon successo dei modelli più innovativi. Sul valore degli articoli mobili pesa, tanto per cambiare, il deprezzamento, perché le unità vendute mettono a bilancio un discreto +12%.
Continuano a impennarsi (del 5,8% sull’intero 2003) sia il totale delle linee cellulari attive, oggi pari a 58 milioni e 900 mila per 42 milioni e mezzo di utenti abituali; sia il ritorno monetario dei servizi. Nella prima metà del 2004 ogni singolo utilizzatore vi ha investito in media 30 euro e 7 centesimi, quando sull’intero arco dello scorso anno ne aveva speso solo uno in più. Bisogna tener conto, in questo caso, di come il secondo semestre - fra vacanze estive e natalizie - sia di solito più redditizio del primo e va sottolineato il rendimento da primato dei value added service quali la vendita delle suonerie.
Buone notizie anche per quel che riguarda gli accessi Internet a banda larga, diffusi in misura ben più ampia - ha detto Capitani - di quanto non fosse previsto. Gli utenti attivi sono 3 milioni e 300 mila contro il milione e mezzo circa del gennaio-giugno 2003, il 93,9% dei quali naviga su xDsl e il 6,1% su fibra ottica. L’incremento percentuale è pari a 111,1 punti. Lo scorso anno la fibra godeva di un 2,7% in più di aficionado.

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