Intel fra WiMax e le case digitali
All’edizione autunnale del Development Forum di San Francisco il produttore ribadisce la fedeltà alla linea strategica seguita nel recente passato. Fra gli imperativi, l’entertainment casalingo e la portabilità assoluta, a suon di standardIl nuovo appuntamento al Moscone Center di San Francisco per l’Intel Developer Forum ha come sempre fornito vari spunti sul futuro prossimo di Pc e dispositivi mobili, con i riflettori immancabilmente puntati sulle tecnologie per il mondo digitale.
Se sul fronte specifico dei contenuti il produttore sta lavorando con Microsoft per mettere a punto i nuovi standard antipirateria (nome in codice Vanderpool e La Grande) che arricchiranno fra due anni al massimo il corredo del nuovo Windows (Longhorn), nell’area dell’home entertainment grosse novità sono attese sin da questo Natale.
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A far funzionare questo e altri simili apparati ci saranno tecnologie come Speedstep per ridurre i consumi di energia della Cpu, standard per il Networked media product requirement quali Rui (Remote user interface) per la gestione delle applicazioni su una singola interfaccia, Dtcp/Ip (Digital transmission content protection over Ip) per il la gestione sicura dei contenuti video on demand o cinematografici e Dlna (Digital living network alliance) per l’interoperabilità di tutti i componenti hardware.
Sempre in tema di tecnologie per la casa digitale è arrivato a margine dell’Idf anche l’accordo con Hitachi per Ce-Ata (Consumer electronics-Advanced technology attachment), un nuovo standard per favorire l’utilizzo degli hard disk compatti in dispositivi portatili, in alternativa agli attuali connettori Zif (Zero insertion force).
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Fra le molte finestre aperte da Intel sul computing che verrà c’è anche quella, strategica, che riguarda i notebook.
Fra i nuovi dogmi che dovranno accompagnare i Pc portatili di domani ecco quindi la volontà di prolungare la durata della batteria fino a una intera giornata, l’ottimizzazione del software per applicazioni di mobile computing e l’evoluzione di un’infrastruttura di networking che sia modulare, mobile, intelligente e “unica” al tempo stesso.
Partendo da Centrino, Intel ha anticipato all’Idf alcuni dettagli sull’evoluzione della piattaforma wireless oggi di riferimento confermando l’arrivo di “Sonora” prima (entro il 2004), di “Napa” poi (seconda metà del 2005) e di “Santa Rosa” a seguire (secondo semestre 2006).
La prima lavorerà con Cpu Dothan a 90 nanometri con 2MByte di cache di secondo livello e chipset 915 Gm/Pm Alviso. La seconda e la terza sfrutteranno rispettivamente processori dual core Yonah e Merom a 65 nanometri e chipset Calistoga e Crestine con supporto a memorie Ddr-2 a 667 e 800 MHz.
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Fra due anni circa Intel estrarrà dal cilindro anche un’altra famiglia di chip di nuova generazione, Rosendale. Si tratta del chip wireless a banda larga per la tecnologia WiMax, nome di battaglia per lo standard Ieee 802.16, quello che nei progetti dovrebbe garantire connettività senza fili a lunga distanza (fino a 50 Km) con una velocità di trasferimento dati superiore ai 70 Mbps.
Intel ci sta lavorando da tempo e Rosendale è il primo prodotto system-on-a-chip in grado di supportare WiMax che equipaggerà dispositivi Cpe (Customer premise equipment) a basso costo per aziende e abitazioni.
Il nuovo processore, fanno sapere da Intel, è concepito integrare anche un modulo di sicurezza Mac 10/100 e un’interfaccia del controller Tdm per applicazioni di streaming voce e dati. I campioni del chip sono oggi nelle mani dei principali clienti del produttore per le prime valutazioni e per vederli all’opera sulla piattaforma Centrino che verrà bisognerà aspettare il 2006.




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