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Telefonami! Ti faccio ascoltare…

Scritto da Martina Zavagno

Musica dal cellulare
Per la gioia dei maniaci degli squilli personalizzati, arrivano anche da noi le “risponderie”. Nonostante la partenza in sordina, il servizio sembra destinato a spopolare. Addio noioso, e impersonale, “tu-tu”
Cellulari del meseLe suonerie, croce e delizia del mondo dei cellulari, si arricchiscono di un nuovo servizio che le renderà ancora più attraenti (o fastidiose, a seconda del punto di vista). Nel corso dell’estate sono infatti approdate anche in Italia le “risponderie”, improbabile neologismo creato per indicare i toni e le musichette che andranno a sostituire l’ormai superato “tu-tu” che, da sempre, fa compagnia al chiamante in attesa di ricevere risposta.

Tim e Vodafone, senza troppo clamore, hanno da poco introdotto il servizio, chiamandolo rispettivamente “WelcoMusic” e “MyMusic”.
Ma, nonostante la partenza in sordina, le risponderie non sono destinate a rimanere nell’ombra. In Asia sono già popolarissime: in Corea del Sud, dove sono state inventate, la penetrazione di mercato è molto elevata - sono utilizzate da tre utenti su dieci. Gli analisti prevedono che, anche in Europa, il settore raggiungerà un valore di 721 milioni di dollari entro il 2008. E la nuova moda dovrebbe presto allargarsi anche alla telefonia fissa.

Indubbiamente sono in parecchi a chiedersi quale sia la reale utilità di questo servizio. La domanda cade un po’ nel vuoto ma, ammettiamolo, l’aggettivo “utile” non è proprio tra i più utilizzati quando si parla di accessori e servizi per cellulari. Sono altri i parametri con cui il mercato valuta l’attrattività di un servizio, il cui successo è legato piuttosto alle possibilità di personalizzazione del cellulare che è in grado di offrire. I telefonini sono infatti sempre più non solo un mezzo di comunicazione ma anche uno strumento che gli utenti utilizzano per esprimere la propria personalità. E l’opportunità di distinguersi con suonerie particolari e originali (il canto del gallo introdotto da Nokia sta spopolando) è da sempre molto apprezzata - e non solo dai teenager.

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Come detto, le risponderie rimpiazzano il tradizionale “tu-tu” con una più piacevole (e sorprendente) musichetta. Visto che il chiamante solitamente viene anche identificato, gli utenti possono scegliere di assegnare a ciascuno una risponderia diversa, come d’altronde già accade per le normali suonerie.
Uno dei vantaggi del nuovo servizio è il fatto che le risponderie possono essere utilizzate da chiunque, a prescindere dal cellulare posseduto. Il servizio risiede infatti sul network dell’operatore e non ci sono dunque problemi di compatibilità con i diversi modelli di telefono, né per quel che riguarda l’utente che attiva il servizio né per il chiamante.

Il modello di offerta su cui si basano le risponderie è quello già adottato in Corea e in altri paesi europei: l’utente paga un abbonamento mensile, e poi un prezzo che varia da 1,5 a 3 euro per ogni musichetta acquistata.
A poco più di un mese dal lancio, il problema principale per gli operatori italiani sembra essere quello di far conoscere il servizio: indubbiamente, come spesso accade, più che la pubblicità, sarà il passaparola tra gli utenti a decretare il successo (o l’insuccesso) delle risponderie.
Oltre a ciò, vi sono altri due elementi significativi che giocheranno un ruolo importante nel futuro del servizio, una volta esaurito l’effetto novità: la qualità dell’audio (al momento è piuttosto bassa e si sente comunque il “tu-tu” di sottofondo) e l’ampiezza del catalogo di risponderie offerte. Gli utenti della telefonia mobile, si sa, sono sempre più esigenti.

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