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Gli standard di connessione audio/video

Scritto da Simone Zanardi

Alcuni dei prodotti provati in queste pagine offrono diverse opzioni per il collegamento all’impianto Hi-Fi di casa; molti standard sono affermati da anni, mentre altri sono relativamente giovani sul mercato. Trattando la connessione audio e video verso un apparato domestico eventualmente evoluto ma di derivazione non informatica (leggasi televisori e stereo, non personal computer), escluderemo da questa rassegna le specifiche chiaramente focalizzate al settore Pc, come quelle Vga e Dvi, peraltro non presenti in alcuno dei dispositivi in esame, per concentrarci sugli standard realmente utilizzati.

Tra di essi, quello di generazione più antica è indubbiamente il collegamento basato sui connettori Rc, impiegati da anni negli impianti stereofonici attraverso coppie di jack bianchi e rossi per la trasmissione dei due canali audio e di un terzo cavo (giallo) per quella del segnale video composito. Si tratta di connessioni di tipo coassiale, che trasmettono su ciascun connettore un singolo segnale elettrico. Nel caso dei due jack audio i canali corrispondono quindi alla coppia di tracce stereofoniche, mentre in quello del video composito vengono racchiuse in un unico segnale le informazioni di colore, luminanza e sincronia. La qualità finale risulta penalizzata proprio dai processi di aggregazione e divisione delle componenti, oltre che dal maggior rumore di fondo che comporta l’utilizzo di un’unica onda di trasmissione.

Per ottenere una resa video migliore i televisori e i monitor utilizzano spesso connessioni Scart (Syndicat francais des Constructeurs d’Appareils Radio et Television). È bene specificare che con il termine Scart si identifica uno standard di connettori e non di trasmissione. Di fatto le connessioni Scart sono utilizzate nella maggior parte degli impianti HI-Fi per trasmettere le immagini in formato Rgb (ovvero con canali separati per le componenti di rosso, verde e blu), anche se spesso si trovano sul mercato adattatori Scart per cavi S-Video o Rc. In quest’ultimo caso la qualità dell’immagine è logicamente relativa allo standard di trasmissione e non a quello di connessione, quindi un segnale composito su Rc rimarrà tale anche dopo il passaggio dall’adattatore Scart, e di conseguenza inferiore a quello di una trasmissione Scart/Rgb. Un altro sistema di trasmissione di tipo component (con questo termine si identificano tutti gli standard che dividono l’informazione video in più componenti separate) è l’S-Video. A differenza dell’Rgb, le specifiche S-Video veicolano i due canali di luma e di croma, con risultati indubbiamente superiori a quelli del video composito ma inferiori allo standard Rgb. Nella maggior parte dei casi, le trasmissioni S-Video sono associate a un connettore standard mini-Din a quattro piedini, ma è possibile instradare i medesimi segnali anche su cavi e connettori Scart.

Esistono numerose altre soluzioni che scompongono le informazioni video in più componenti; con il termine comune di component video si identificano ben 5 standard che hanno in comune l’utilizzo di tre componenti per comporre lo spazio colore dell’immagine. Senza entrare nei dettagli, un esempio di trasmissione con il quale ci si riferisce comunemente quando si parla di component video (vizio di forma, ricordiamo, dal momento che anche S-Video e Rgb sono segnali component) è quello basato sui canali R-Y, B-Y and Y. Queste specifiche prevedono sul canale Y il trasporto delle informazioni di luminanza, su quello R-Y(detto anche V) la componente rossa meno quella di luminanza e su quello B-Y (o U) quella blu meno la luminanza.

Le trasmissioni di tipo component utilizzano generalmente una terna di connettori Rc. Varianti di questo sistema includono gli standard YIQ, Y-Cr-Cb e Y-Pr-Pb.
Per quanto riguarda le connessioni audio, le principali alternative alla classica coppia stereofonica Rc sono costituite dalle connessioni basate sullo standard S/Pdif (Sony/Philips Digital Interface). Queste specifiche, introdotte in collaborazione da Sony e Philips, consentono di veicolare le informazioni audio fra dispositivi digitali senza alcuna conversione in analogico durante la trasmissione. Essendo in grado di trasportare componenti audio multi-canale (Dolby Digital o Mpeg 5.1 ad esempio), i collegamenti S/Pdif sono spesso impiegati per la comunicazione tra sorgente audio e amplificatori, con questi ultimi che poi distribuiscono le componenti di canale alle singole casse tramite connettori Rc standard. Le trasimissioni S/Pdif possono basarsi su connettori coassiali o sui più evoluti collegamenti ottici in fibra.


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