E-learning all’italiana, la parola alle aziende
Oltre alle imprese, la usano Pubblica amministrazione, sanità il mondo dell’università e della scuolaL’appuntamento con la presentazione dell’Osservatorio Anee/Assinform sull’e-learning in Italia ha visto la partecipazione dei responsabili degli atenei coautori dell’indagine (Politecnico di Milano e Università cattolica di Milano), dei principali operatori del settore - Sfera, Telecom Italia Learning Services e Isvor Fiat/Isvor Knowledge System - e di affermati specialisti come E-ducation.it.
Oggetto della loro analisi l’utenza aziendale, la Pubblica amministrazione, la scuola e l’università, la sanità.
| I numeri dell’hi-tech |
| Stime, statistiche e risultati |
Il quadro d’insieme rilevato da Anee è quello di una crescita costante, radicatasi negli ultimi due anni su livelli più che consistenti anche in termini di investimento.
Il mercato nazionale dell’e-learning - fra contenuti, tecnologie, servizi e consulenza - è arrivato nel 2003 a quota 256 milioni e 300 mila di euro, coprendo circa l‘8,2% del totale della spesa in formazione.
Il 30,4% di tale valore è derivato da formazione erogata attraverso strutture interne e il restante 69,6% da quelle esterne, mentre il 22% deriva da progetti finanziati da enti privati e da finanziamenti pubblici.
Per il 2004 le stime dell’Osservatorio parlano di una domanda in crescita del 67,3% che genererà un fatturato complessivo pari a poco meno di 430 milioni di euro. Il grande merito di tale ulteriore passo in avanti andrà alle aziende, che incideranno sull‘87,4% della spesa (erano all‘82,5%) con un investimento in crescita del 77,2%.
Delle 920 imprese monitorate dall’Osservatorio, il 42,9% ha implementato o ha in corso progetti di e-learning, benché alcuni responsabili facciano piuttosto riferimento a programmi Fad (Formazione a distanza ) tradizionali. Delle 525 aziende che non hanno ancora esperienze all’attivo il 7,2% ha in cantiere una sperimentazione entro il 2004.
Offerte che cambiano
La maturità più volte annunciata dell’apprendimento digitale trova secondo Anee la sua vera espressione nella segmentazione tra domanda esterna e interna: la ricerca, infatti, ha rilevato come la prima abbia registrato un tasso di crescita superiore a quello medio di mercato, a fronte di una diminuzione del peso della seconda (dal 30,4% al 27,8%). La tendenza non punta perciò al solo ampliamento della domanda, ma anche a una sua maggiore qualificazione e a un’incrementata varietà.
In sostanza l’analisi del mercato e-learning in Italia porta a descrivere due principali scenari evolutivi. Sul fronte dell’offerta la tecnologia sta perdendo di importanza (pesa per il 20,8% dell’intero fatturato) a favore di attività a valore aggiunto quali la produzione di contenuti (che copre con 102 milioni e 500 mila euro il 40% dell’intero business e arriverà al 40,8% nel 2004 a quota 175 milioni di euro), l’erogazione di servizi (21,2%) e la consulenza (18,0%).
Sul fronte della domanda va invece ribadita la progressiva concentrazione della spesa intorno a pochi, grandi e consolidati acquirenti di training elettronico, con in testa le società di formazione (anche se a fine 2004 scenderanno dal 38,8% al 30% del mercato) e a seguire le società di Ict e di sviluppo software (28%), i consulenti (18,3%) e i cosiddetti e-learning service provider (passati dall‘11,5% del 2002 al 17,1% attuale).
Tra le modalità erogative ritenute più efficienti, infine, la formazione on line risulta al primo posto (con l‘81,7% di preferenze) davanti all’aula (79,6%), ma la tipologia di offerta preferita è quella che comprende sia i corsi a catalogo sia quelli in cui si combinano consulenza e personalizzazione e i principali destinatari della didattica elettronica all’interno delle aziende sono ancora il personale tecnico-operativo e gli impiegati.




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